#Ammostro – Speaker Cenzou, Krom

Allora. Nonostante l’ammirazione che provo per Speaker Cenzou, tale da spingermi a comprare la sua autobiografia, devo elencare prima i punti deboli (da 1 a 4) e poi il punto forte (il punto 5) di questo libro. Perché questo blog è sì ignorante, maperò anche onesto. 1. Reperibilità Innanzitutto recuperarlo non è stato facile. Veniva venduto solo in alcune librerie di Napoli, non veniva nemmeno spedito. Per fortuna a me l’ha preso mio cugino. A proposito: grazie, Simo’. 2. Correttore

Castro – Reinhard Kleist

Questa biografia a fumetti di Fidel Castro, pensata disegnata e scritta (e magari pure impaginata, chenesò…) da Reinhard Kleist, che io per semplicità chiamerò solo Rinaldo, è un po’ pesantina. Sia in senso letterale, perché il libro ad occhio e croce a un paio di chili ci arriva in scioltezza, e sia in senso letterario perché alla fine non è il massimo della scorrevolezza, della scioglievolezza, della fluidità, della facilità di corsa, della visione di gioco, del passaggio in profondità.

Ma in seguito a rudi scontri – Giuseppe Culicchia

Questo libricino è molto carino soprattutto perché parte da un concetto a me molto caro, riassumibile con due parole: Juve merda. E questa cosa non è che esce fuori pianopiàno, no: viene scritta lì, subito, prima dell’inizio, nel paragrafetto in alto a destra sulla paginetta bianca, lì dove tutti gli scrittori mettono le citazioni filosofiche di Lord Byron o dei loro padri putativi, oppure scrivono dediche tipo: a Giulia e Massimo, grazie per i popcorn intinti nella ‘nduja pastellata. Con

Mappe – Aleksandra Mizielinska, Daniel Mizielinski

Come fai a stare in casa senza un atlante? Ma come fai a stare anche fuori casa sapendo che quando ci entri, inquellacazzodicàsa, non hai un atlante, più o meno recente, che ti indica con precisione dove sta la Georgia, che ti ricorda che la capitale dell’Australia non è Sydney? Come fai ogni tanto a non guardare l’atlante e a non sbalordirti sempre delle stesse cose; a meravigliarti di come hai fatto a dimenticartle, quelle cose, e a dire ogni

Player One – Ernest Cline

Qualcuno mi aiuti, vi prego. Perché ho appena finito di leggere questo mattoncino bianco che è l’edizione ISBN di Player One* ed è come se nella mia vita fosse apparsa la scritta GAME OVER. E tu, mattoncinobiànco, ammé gameòver non me lo dici porcadiquellatròia. Dopo che sono stato per tutto il tempo spallaaspàlla con Parzival, Art3mis, Aech e Shoto a fare il culo ai Sixer, io il gameòver non lo posso accettare. Eh no, cazzo. Dopo 600 e rotte pagine

Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella

All’inizio di questo libro ci sono alcune frasette entusiastiche sul lavoro di Giuseppe Catozzella (che io chiamerò Peppe) firmate da Augias, Saviano e da altri che non conosco perché sono ignorante come la buca delle lettere. Peppe non lo sa che i complimenti fatti dalla persona sbagliata potrebbero mandarti una cosa sulle palle per sempre. O forse lo sa, perché si gioca la carta Augias che è come calare un jolly-assopigliatùtto-briscola-7bello. Peppe racconta la storia di Samia, una ragazzina somala

A game for swallows: to die, to leave, to return – Zeina Abirached

Davvero un ottimo lavoro questa graphic novel. La versione originale è in francese, io ho letto quella in inglese, ma ho visto che ce n’è una anche in italiano, edita da BeccoGiallo. Un gioco per le rondini: morire, andare, tornare. Tutto si svolge a Beirut, nell’ingresso della casa dell’autrice che all’epoca aveva circa 8 anni; ingresso che è ormai l’unica stanza della casa al sicuro dai fucili dei cecchini perché siamo nel bel mezzo della complicata guerra civile che ha

Decamerino, novelle dietro le quinte – Gigi Proietti

Posso mai io osare parlare di Gigi, patrimono nazionale ma soprattutto dio di tuti i romani? Al limite posso anda’ in giardino e chiedere alla gatta se mi aiuta a catturare una lucertola per poi sacrificarla ed offrirla al dio Gigi, redivivo Apollo – protettore delle arti, della musica e soprattutto della poèsia. A Gigi gli si vuole così bene che per forza di cose da qui in poi dovrò chiamarlo Giggi, aggiungendo un’altra G a quel nome che già

Tutti i colori della vita – Chiara Gamberale, Valeria Petrone

A quanto ho capito leggendo le cose scritte sulla fascia da sindaco che avvolgeva questo libro, esso nel periodo natalizio veniva regalato a quei clienti che acquistavano libri di alcune case editrici fino ad un certo ammontare di denaro. Esso è quindi giunto sotto il mio albero, ma nel fatidico giorno è stato scartato e poi messo subito in un angolo dalla destinataria ottènne. Siccome però a casa mia non si hanno pregiudizi e non si discrimina nessuno, il libro

Bloody Roots – Max Cavalera, Joel McIver

Forse sarà un cazzatella da niente – roba da fissati – di chi si attacca al fumo della pipa – ma il fatto che la prefazione a questo libro, scritta da Dave Grohl (ex-membro dei Nirvana e ora leader maximo dei Foo Fighters, idolo del mondointéro e futuro presidente degli Stati Uniti) non sia pubblicizzato in copertina mi spinge subito a voler bene ai tipi di Tsunami Edizioni. E sulla scia di ciò, cioè del fatto che non spiattellino subito

Le superate – Maitena

Maitena Burundarena detta solo Maitena è una tipa argentina che fa ‘ste cose qua, cioè riesce a vedere la vita di tutti i giorni e poi a riportarla sotto forma di fumetti situazionistici. Ora: situazionistici è una parola che io ho buttato lì e che magari esiste e magari no, o magari significa un’altra cosa, ma in sostanza quello che voglio dire è che ci sono persone che hanno questa capacità di rubare dalla vita per ridare alla vita sotto

Lamento di Portnoy – Philip Roth

Filippo Rotto è un autore di cui non dovrei pronunciare nemmeno il nome. Perché prima di nominare il nome di Filippo Rotto invano dovrei alzarmi dal divano e andare a lavarmi i denti con lo spazzolino Garzanti e poi fare i gargarismi con il colluttorio Treccani e a voler essere pignoli poi dovrei anche passarmi l’AccademiadellaCrusca interdentale. Ma siccome sono un ignorante vero con il certificato di garanzia in ceralacca timbrato in originale dal cazzochemenefréga, non solo lo nomino e