Player One – Ernest Cline

Qualcuno mi aiuti, vi prego. Perché ho appena finito di leggere questo mattoncino bianco che è l’edizione ISBN di Player One* ed è come se nella mia vita fosse apparsa la scritta GAME OVER. E tu, mattoncinobiànco, ammé gameòver non me lo dici porcadiquellatròia. Dopo che sono stato per tutto il tempo spallaaspàlla con Parzival, Art3mis, Aech e Shoto a fare il culo ai Sixer, io il gameòver non lo posso accettare. Eh no, cazzo. Dopo 600 e rotte pagine

Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella

All’inizio di questo libro ci sono alcune frasette entusiastiche sul lavoro di Giuseppe Catozzella (che io chiamerò Peppe) firmate da Augias, Saviano e da altri che non conosco perché sono ignorante come la buca delle lettere. Peppe non lo sa che i complimenti fatti dalla persona sbagliata potrebbero mandarti una cosa sulle palle per sempre. O forse lo sa, perché si gioca la carta Augias che è come calare un jolly-assopigliatùtto-briscola-7bello. Peppe racconta la storia di Samia, una ragazzina somala

A game for swallows: to die, to leave, to return – Zeina Abirached

Davvero un ottimo lavoro questa graphic novel. La versione originale è in francese, io ho letto quella in inglese, ma ho visto che ce n’è una anche in italiano, edita da BeccoGiallo. Un gioco per le rondini: morire, andare, tornare. Tutto si svolge a Beirut, nell’ingresso della casa dell’autrice che all’epoca aveva circa 8 anni; ingresso che è ormai l’unica stanza della casa al sicuro dai fucili dei cecchini perché siamo nel bel mezzo della complicata guerra civile che ha

Decamerino, novelle dietro le quinte – Gigi Proietti

Posso mai io osare parlare di Gigi, patrimono nazionale ma soprattutto dio di tuti i romani? Al limite posso anda’ in giardino e chiedere alla gatta se mi aiuta a catturare una lucertola per poi sacrificarla ed offrirla al dio Gigi, redivivo Apollo – protettore delle arti, della musica e soprattutto della poèsia. A Gigi gli si vuole così bene che per forza di cose da qui in poi dovrò chiamarlo Giggi, aggiungendo un’altra G a quel nome che già

Tutti i colori della vita – Chiara Gamberale, Valeria Petrone

A quanto ho capito leggendo le cose scritte sulla fascia da sindaco che avvolgeva questo libro, esso nel periodo natalizio veniva regalato a quei clienti che acquistavano libri di alcune case editrici fino ad un certo ammontare di denaro. Esso è quindi giunto sotto il mio albero, ma nel fatidico giorno è stato scartato e poi messo subito in un angolo dalla destinataria ottènne. Siccome però a casa mia non si hanno pregiudizi e non si discrimina nessuno, il libro

Bloody Roots – Max Cavalera, Joel McIver

Forse sarà un cazzatella da niente – roba da fissati – di chi si attacca al fumo della pipa – ma il fatto che la prefazione a questo libro, scritta da Dave Grohl (ex-membro dei Nirvana e ora leader maximo dei Foo Fighters, idolo del mondointéro e futuro presidente degli Stati Uniti) non sia pubblicizzato in copertina mi spinge subito a voler bene ai tipi di Tsunami Edizioni. E sulla scia di ciò, cioè del fatto che non spiattellino subito

Le superate – Maitena

Maitena Burundarena detta solo Maitena è una tipa argentina che fa ‘ste cose qua, cioè riesce a vedere la vita di tutti i giorni e poi a riportarla sotto forma di fumetti situazionistici. Ora: situazionistici è una parola che io ho buttato lì e che magari esiste e magari no, o magari significa un’altra cosa, ma in sostanza quello che voglio dire è che ci sono persone che hanno questa capacità di rubare dalla vita per ridare alla vita sotto

Lamento di Portnoy – Philip Roth

Filippo Rotto è un autore di cui non dovrei pronunciare nemmeno il nome. Perché prima di nominare il nome di Filippo Rotto invano dovrei alzarmi dal divano e andare a lavarmi i denti con lo spazzolino Garzanti e poi fare i gargarismi con il colluttorio Treccani e a voler essere pignoli poi dovrei anche passarmi l’AccademiadellaCrusca interdentale. Ma siccome sono un ignorante vero con il certificato di garanzia in ceralacca timbrato in originale dal cazzochemenefréga, non solo lo nomino e

La ragazza dai capelli strani – David Foster Wallace

Mi sbrigo a comprare e poi mi sbrigo a leggere questo libro perché sennò come fai ad avere un blog di libri, seppur ignorante, che non contempli un eroe dei tempi moderni, trallalléro trallallàltro prematuramente toltosi di mezzo, come David Foster Wallace? Uno di quegli autori, come d’altronde anche Jonathan Safran Foer, che non sai se hanno due nomi o due cognomi. Del tipo, ‘sto tipo si chiama David Foster o solo David? E il cognome è Foster Wallce o

Cose che ho imparato troppo tardi – Charles M. Schulz

Libro piccolo ed antico. Piccolo perché cioècioècioè è piccolo veramente, più piccolo di una tavoletta di Ritter Sport; e antico perché ha il prezzo scritto in lire ed in euro e se non ci credete voilà, ecco la prova. Quattromilaenovecentolire, quasi cinquemila, di fumetti e cosette divertenti per grandi e piccoli e medi. Dueeuroecinquantaquattro di disegni e di massime scritte dal buon Carlo. Dueeuroecinquantaquattro. Vi ricordate quando le lire venivano tradotte, cambiate in euro senza arrotondare? Bei tempi, eh… Sono

I kill giants – Joe Kelly, JM Ken Nimura

Co’ i giganti è un macello. Hulk Hogan, ad esempio, ha affrontato André, il gigante più forte di tutti, in un unocontrouno che è durato anni, senza però riuscire mai ad ucciderlo. A spezzare André, più in là, ci ha pensato un infarto. Bisogna andare ancora più indietro nel tempo per trovare uno che ci è riuscito: tal Harry Covelesky, lanciatore dei Phillies, nel 1908. Ha sconfitto una squadra intera di giganti, i Giants di NewYork. Questo gli ha portato

Mattatoio n. 5 – Kurt Vonnegut

Questo breve scritto si divide in due brevi parti: una breve panoramica sull’autore ed una breve panoramica sul libro. Prima breve parte: una breve panoramica sull’autore. Che Kurt Vonnegut fosse un genio è cosa risaputa anche negli ambienti più infimi del pianeta, tipo chenesò, le sale scommesse. Una volta infatti, mentre provavo a svoltare la mia esistenza compilando una schedina, ho sentito questa frase con le mie orecchie: Noooo, hai preso il due dell’Osasuna contro il Barcellona, come hai fatto?