Lamento di Portnoy – Philip Roth

Filippo Rotto è un autore di cui non dovrei pronunciare nemmeno il nome. Perché prima di nominare il nome di Filippo Rotto invano dovrei alzarmi dal divano e andare a lavarmi i denti con lo spazzolino Garzanti e poi fare i gargarismi con il colluttorio Treccani e a voler essere pignoli poi dovrei anche passarmi l’AccademiadellaCrusca interdentale. Ma siccome sono un ignorante vero con il certificato di garanzia in ceralacca timbrato in originale dal cazzochemenefréga, non solo lo nomino e

Un trascurabile dettaglio – AnneGaelle Balpe, Csil

Mia cognata è un’insegnante di sostegno che andrebbe sostenuta dentro ma soprattutto fuori dalle mura scolastiche ed invece si sostiene da sola con materiale che la aiuta ad aiutare. Questo libro qui tutto giallognolo l’ho trovato nella sua libreria e l’ho letto e fotografato sudduepiédi perché quando vedo una libreria non solo non mi faccio mai i cazzi miei ma sbircio amaramente come facevo da piccolo sperando di trovare tra le pagine 5 o magari 10mila lire nascoste e dimenticate

Fottuta campagna – Arianna Porcelli Safonov

Primo.Il titolo di questo libro mi ha incuriosito subito, visto che fottuta campagna rappresenta la versione “polite” (ovvero scrivibile su una copertina) di campagna di merda, frase che uso ogni qualvolta mi trovo a combattere con un albero, con il tosaerba, con la siepe, con le faine, con tutto ciò che circonda la mia casa. Di campagna. Perché io abito in campagna, nevvéro? Secondo.Ho scoperto poi che l’autrice di questo vademecum campestre è Arianna Porcelli Safonov, nobildonna dal doppio cognome,

È l’ora della pappa – Theresa Sirk, Gabriele Clima

Festa di compleanno di un’amichetta di mia figlia. Tra gli invitati ci sono anche due ragazzine cinesi, compagne di classe della festeggiata. L’età media dei bimbi è tra i 6 ed i 10 anni. Riferendosi alle bambine asiatiche, la mamma ospite ci descrive il comitato di accoglienza che è stato riservato al loro ingresso nella scuola italiana. Il discorso della bambina-ambasciatrice è stato più o meno questo: Aò, voi sete cinesi? Voi ve magnate i gatti, m’haa detto mimàdre… Ma

Te la do io l’America – Joe Bastianich

È un libro di ricette. E anche ben fatto, qualitativamente. E in più l’ho pagato meno di un Chicken Royale. E magari imparo a farmi le alette di pollo in casa. E poi fatevi i cazzi vostri, oh: è un libro. C’ha la forma del libro, l’ha pubblicato Rizzoli, merita rispetto! All’interno tantissime foto evocative di atmosfere a stelle e strisce*, impaginazione chiara e semplice, suddivisione in colazione, snack, main course, e via così.Un libro che se scevrato dalle foto

I Love (però scritto col Cuore) Tokyo – La Pina

Tre cose devo scrivere prima di raccontarvi questo libro, e riguardano l’autrice. La Prima cosa su La Pina. La Pina aveva raggiunto una certa credibilità nella scena HipHop italiana, all’incirca in concomitanza con questo suo pezzo: “Bboy, smolla il colpo, dimostra alle mie amiche quanto sei disinvolto, e invece di scambiare rime come figurine è il momento di far fare un giro a queste signorine. Lo scopo del gioco, è di fare un poco di moto, ma non è detto

Cazzi Miei – Gianna Nannini

Gianna Nannini è chiaramente una che ha sempre camminato sul filo del cielo a più di 100 metri dall’asfalto (cit.) ed è ancor più chiaramente una che da quel cazzo di filo è caduta sbattendo testa spalle gambe e pie‘ e rialzandosi sempre più matta. Ora io non è che la conosco, personalmente o musicalmente, però l’idea che ho sempre avuto della Giannona nostra è quella di una ragazza che in testa c’ha una segheria. Però poi mi capita (mi

La clinica dell’amore – Haruka Inui

A quanto pare mi trovo di fronte ad un classico del manga hentai made in Japan. Un libro diventato un cult per gli amanti del genere erotico-comico-agro-dolce-manga-nello. Dividerò quindi la mia fondamentale analisi di questo capolavoro in 13 capitoli.   Capitolo 1 La trama si presta a tutto. E non solo lei… La trama è molto semplice: la Clinica dell’amore è una sorta di studio medico per chi soffre di problemi inerenti la propria sfera sessuale, dai problemi fisici a

Bella Napoli – Cristiano Cavina

Il libro fa parte di una collana pur non essendo una perla. Tal collana, che chiamerò Sticazzi perché il nome non me lo ricordo, raccoglie racconti su varie città scritti da diversi autori. Cristiano Cavina è di Ravenna o sù di lì e ci parla della sua esperienza a Napoli. Dell’autore ho letto un libro molto tempo fa che raccontava di un ragazzino che andava in giro a far danni con la sua bici che aveva battezato TurboBerta. L’immagine della

Buono Sano Vegano – Michela De Petris

Non è che uno nel 44esimo secolo può ancora pensare che essere vegano significhi mangiare insalata e verdure lesse, essere bianco cadaverico, debole, brutto, malato, psicotico e insopportabile. Mi dirai anzi che bisogna avere una bella tempra perché deve essere una gran rottura di cazzo dover selezionare quello che ti cacci in bocca quando fai una vita che ti porta parecchio in giro e spesso hai una voragine nello stomaco che mangeresti anche il santino che hai in macchina con