Bloody Roots – Max Cavalera, Joel McIver

Forse sarà un cazzatella da niente – roba da fissati – di chi si attacca al fumo della pipa – ma il fatto che la prefazione a questo libro, scritta da Dave Grohl (ex-membro dei Nirvana e ora leader maximo dei Foo Fighters, idolo del mondointéro e futuro presidente degli Stati Uniti) non sia pubblicizzato in copertina mi spinge subito a voler bene ai tipi di Tsunami Edizioni. E sulla scia di ciò, cioè del fatto che non spiattellino subito

Le superate – Maitena

Maitena Burundarena detta solo Maitena è una tipa argentina che fa ‘ste cose qua, cioè riesce a vedere la vita di tutti i giorni e poi a riportarla sotto forma di fumetti situazionistici. Ora: situazionistici è una parola che io ho buttato lì e che magari esiste e magari no, o magari significa un’altra cosa, ma in sostanza quello che voglio dire è che ci sono persone che hanno questa capacità di rubare dalla vita per ridare alla vita sotto

Lamento di Portnoy – Philip Roth

Filippo Rotto è un autore di cui non dovrei pronunciare nemmeno il nome. Perché prima di nominare il nome di Filippo Rotto invano dovrei alzarmi dal divano e andare a lavarmi i denti con lo spazzolino Garzanti e poi fare i gargarismi con il colluttorio Treccani e a voler essere pignoli poi dovrei anche passarmi l’AccademiadellaCrusca interdentale. Ma siccome sono un ignorante vero con il certificato di garanzia in ceralacca timbrato in originale dal cazzochemenefréga, non solo lo nomino e

La ragazza dai capelli strani – David Foster Wallace

Mi sbrigo a comprare e poi mi sbrigo a leggere questo libro perché sennò come fai ad avere un blog di libri, seppur ignorante, che non contempli un eroe dei tempi moderni, trallalléro trallallàltro prematuramente toltosi di mezzo, come David Foster Wallace? Uno di quegli autori, come d’altronde anche Jonathan Safran Foer, che non sai se hanno due nomi o due cognomi. Del tipo, ‘sto tipo si chiama David Foster o solo David? E il cognome è Foster Wallce o

Cose che ho imparato troppo tardi – Charles M. Schulz

Libro piccolo ed antico. Piccolo perché cioècioècioè è piccolo veramente, più piccolo di una tavoletta di Ritter Sport; e antico perché ha il prezzo scritto in lire ed in euro e se non ci credete voilà, ecco la prova. Quattromilaenovecentolire, quasi cinquemila, di fumetti e cosette divertenti per grandi e piccoli e medi. Dueeuroecinquantaquattro di disegni e di massime scritte dal buon Carlo. Dueeuroecinquantaquattro. Vi ricordate quando le lire venivano tradotte, cambiate in euro senza arrotondare? Bei tempi, eh… Sono

I kill giants – Joe Kelly, JM Ken Nimura

Co’ i giganti è un macello. Hulk Hogan, ad esempio, ha affrontato André, il gigante più forte di tutti, in un unocontrouno che è durato anni, senza però riuscire mai ad ucciderlo. A spezzare André, più in là, ci ha pensato un infarto. Bisogna andare ancora più indietro nel tempo per trovare uno che ci è riuscito: tal Harry Covelesky, lanciatore dei Phillies, nel 1908. Ha sconfitto una squadra intera di giganti, i Giants di NewYork. Questo gli ha portato

Mattatoio n. 5 – Kurt Vonnegut

Questo breve scritto si divide in due brevi parti: una breve panoramica sull’autore ed una breve panoramica sul libro. Prima breve parte: una breve panoramica sull’autore. Che Kurt Vonnegut fosse un genio è cosa risaputa anche negli ambienti più infimi del pianeta, tipo chenesò, le sale scommesse. Una volta infatti, mentre provavo a svoltare la mia esistenza compilando una schedina, ho sentito questa frase con le mie orecchie: Noooo, hai preso il due dell’Osasuna contro il Barcellona, come hai fatto?

Un trascurabile dettaglio – AnneGaelle Balpe, Csil

Mia cognata è un’insegnante di sostegno che andrebbe sostenuta dentro ma soprattutto fuori dalle mura scolastiche ed invece si sostiene da sola con materiale che la aiuta ad aiutare. Questo libro qui tutto giallognolo l’ho trovato nella sua libreria e l’ho letto e fotografato sudduepiédi perché quando vedo una libreria non solo non mi faccio mai i cazzi miei ma sbircio amaramente come facevo da piccolo sperando di trovare tra le pagine 5 o magari 10mila lire nascoste e dimenticate

L’anno dell’Uragano – Joe R. Lansdale

Quando penso al Texas mi torna sempre in mente la maglietta che indossava uno dei Pantera* (non mi ricordo se Phil Anselmo o Dimebag Darrell) che dietro le spalle aveva la scritta FUCK YOU I’M FROM TEXAS. Ecco, quindi quando penso a quell’area geografica penso a gente tranquilla e pacata tipo loro, gente che mentre calpesta vitelli presi al lazo mastica tabacco e ignoranza. Invece Joe R. Lansdale (dove “R” credo stia per “Rocco”…) è totalmente differente, tutt’altra cosa proprio:

American Widow – Alissa Torres, Sungyoon Choi

La vedova americana descritta nel titolo di questa graphic novel si chiama Alissa Torres. Tal Alissa, che io per semplicità chiamerò Lisetta, si fa aiutare da Sungyoon Choi, che io per deviazione del mio immaginario chiamerò Ling Xiaoyu (la cinesina di Tekken), a descrivere quello che ha dovuto passare quando il marito si è buttato giù da un grattacielo in fiamme. E quello che Lisetta ha dovuto passare nell’immediato, tipo il giorno stesso, il giorno dopo, il giorno dopo ancora,

L’odore dei ragazzi affamati – Frederik Peeters, Loo Hui Phang

Questo libro ha vinto nonsoqquàle premio letterario e allora prima di acquistarlo ho cercato informazioni googlando e mi sono reso conto di cosa si rischia di leggere quando si cercano in giro informazioni/recensioni. Io ad esempio qui ho trovato ‘sta roba: La sceneggiatrice Loo Hui Phang e il disegnatore Frederik Peeters hanno creato, con questo libro, un coacervo di equivoci e topoi letterari davvero unico. Western, ma dell’estremo recente dell’epoca della frontiera, gravido di segreti mal celati e di desideri

Bye bye Babylon – Lamia Ziadé

E’ un libro strano. Non è una graphic novel, non è un romanzo (anche se sulla copertina c’è scritto “romanzo disegnato”), non è un racconto, non è un reportage, nemmeno un approfondimento giornalistico: non è una cippa di una beneamata minchia. Ma nonostante il suo non essere niente riesce comunque ad essere tutto. L’illustre illustratrice Lamia Ziadè decide di raccontare i suoi ricordi di bambina nel periodo a cavallo tra il 1975 ed il 1979, momento storico in cui il