Castro – Reinhard Kleist

Questa biografia a fumetti di Fidel Castro, pensata disegnata e scritta (e magari pure impaginata, chenesò…) da Reinhard Kleist, che io per semplicità chiamerò solo Rinaldo, è un po’ pesantina. Sia in senso letterale, perché il libro ad occhio e croce a un paio di chili ci arriva in scioltezza, e sia in senso letterario perché alla fine non è il massimo della scorrevolezza, della scioglievolezza, della fluidità, della facilità di corsa, della visione di gioco, del passaggio in profondità.

Ma in seguito a rudi scontri – Giuseppe Culicchia

Questo libricino è molto carino soprattutto perché parte da un concetto a me molto caro, riassumibile con due parole: Juve merda. E questa cosa non è che esce fuori pianopiàno, no: viene scritta lì, subito, prima dell’inizio, nel paragrafetto in alto a destra sulla paginetta bianca, lì dove tutti gli scrittori mettono le citazioni filosofiche di Lord Byron o dei loro padri putativi, oppure scrivono dediche tipo: a Giulia e Massimo, grazie per i popcorn intinti nella ‘nduja pastellata. Con

Player One – Ernest Cline

Qualcuno mi aiuti, vi prego. Perché ho appena finito di leggere questo mattoncino bianco che è l’edizione ISBN di Player One* ed è come se nella mia vita fosse apparsa la scritta GAME OVER. E tu, mattoncinobiànco, ammé gameòver non me lo dici porcadiquellatròia. Dopo che sono stato per tutto il tempo spallaaspàlla con Parzival, Art3mis, Aech e Shoto a fare il culo ai Sixer, io il gameòver non lo posso accettare. Eh no, cazzo. Dopo 600 e rotte pagine

Non dirmi che hai paura – Giuseppe Catozzella

All’inizio di questo libro ci sono alcune frasette entusiastiche sul lavoro di Giuseppe Catozzella (che io chiamerò Peppe) firmate da Augias, Saviano e da altri che non conosco perché sono ignorante come la buca delle lettere. Peppe non lo sa che i complimenti fatti dalla persona sbagliata potrebbero mandarti una cosa sulle palle per sempre. O forse lo sa, perché si gioca la carta Augias che è come calare un jolly-assopigliatùtto-briscola-7bello. Peppe racconta la storia di Samia, una ragazzina somala

Lamento di Portnoy – Philip Roth

Filippo Rotto è un autore di cui non dovrei pronunciare nemmeno il nome. Perché prima di nominare il nome di Filippo Rotto invano dovrei alzarmi dal divano e andare a lavarmi i denti con lo spazzolino Garzanti e poi fare i gargarismi con il colluttorio Treccani e a voler essere pignoli poi dovrei anche passarmi l’AccademiadellaCrusca interdentale. Ma siccome sono un ignorante vero con il certificato di garanzia in ceralacca timbrato in originale dal cazzochemenefréga, non solo lo nomino e

I kill giants – Joe Kelly, JM Ken Nimura

Co’ i giganti è un macello. Hulk Hogan, ad esempio, ha affrontato André, il gigante più forte di tutti, in un unocontrouno che è durato anni, senza però riuscire mai ad ucciderlo. A spezzare André, più in là, ci ha pensato un infarto. Bisogna andare ancora più indietro nel tempo per trovare uno che ci è riuscito: tal Harry Covelesky, lanciatore dei Phillies, nel 1908. Ha sconfitto una squadra intera di giganti, i Giants di NewYork. Questo gli ha portato

Mattatoio n. 5 – Kurt Vonnegut

Questo breve scritto si divide in due brevi parti: una breve panoramica sull’autore ed una breve panoramica sul libro. Prima breve parte: una breve panoramica sull’autore. Che Kurt Vonnegut fosse un genio è cosa risaputa anche negli ambienti più infimi del pianeta, tipo chenesò, le sale scommesse. Una volta infatti, mentre provavo a svoltare la mia esistenza compilando una schedina, ho sentito questa frase con le mie orecchie: Noooo, hai preso il due dell’Osasuna contro il Barcellona, come hai fatto?

L’anno dell’Uragano – Joe R. Lansdale

Quando penso al Texas mi torna sempre in mente la maglietta che indossava uno dei Pantera* (non mi ricordo se Phil Anselmo o Dimebag Darrell) che dietro le spalle aveva la scritta FUCK YOU I’M FROM TEXAS. Ecco, quindi quando penso a quell’area geografica penso a gente tranquilla e pacata tipo loro, gente che mentre calpesta vitelli presi al lazo mastica tabacco e ignoranza. Invece Joe R. Lansdale (dove “R” credo stia per “Rocco”…) è totalmente differente, tutt’altra cosa proprio:

Q – Luther Blissett (Wu Ming)

uesta qui è gente fastidiosa. Gli autori di questo libro, intendo. Un collettivo di teste e mani che scrive una cosa del genere andando ad intaccare in maniera profonda l’autostima delle persone. Ma come vi permettete? Ma che vi dice la testa? Cioè, lo sapete che fanno questi? Usano lo pseudonimo di Luther Blissett (diventato poi Wu Ming) per riunirsi e stare insieme a scambiarsi idee. Ma invece di farsi le canne, giocare alla playstation, bere birra, rimpiangere i tempi

L’odore dei ragazzi affamati – Frederik Peeters, Loo Hui Phang

Questo libro ha vinto nonsoqquàle premio letterario e allora prima di acquistarlo ho cercato informazioni googlando e mi sono reso conto di cosa si rischia di leggere quando si cercano in giro informazioni/recensioni. Io ad esempio qui ho trovato ‘sta roba: La sceneggiatrice Loo Hui Phang e il disegnatore Frederik Peeters hanno creato, con questo libro, un coacervo di equivoci e topoi letterari davvero unico. Western, ma dell’estremo recente dell’epoca della frontiera, gravido di segreti mal celati e di desideri

Il resto della settimana – Maurizio De Giovanni

Dove? Napoli, un bar storico del centro storico. Quando? Nel 2015. Ma in realtà dal 1926. Chi? Il barista, la cassiera, il factotum, il professore, i clienti. Perché? Per colpa della Malattia, cioè del tifo. Come? Uno alla volta, ma tutti insieme. I clienti raccontano, il barista filtra, il professore elabora, la cassiera parla al telefono, il factotum fa tutto. Cosa? Un libro. Un libro che ha una struttura all’inizio un po’ macchinosa ma che poi si lascia andare alla

Macerie Prime, sei mesi dopo – Zerocalcare

Devo innanzitutto darvi uno sfoggio anticipato della mia innata ed irresitibile simpatia e chiamare questo libro Macerie Seconde. Poi, mentre siete lì nell’incredulità sbellicosa e con la mandibola indolenzita dalle risate, vi linkerò gli articoli alle Macerie Prime ed alle Chiamate da Kobane. In ultimo, quando ormai avrete il fiatone e vi starete reggendo la pancia stanca di sobbalzare, vi darò l’esilarante colpo di grazia: vi parlerò di questo libro.Che è un bel problema, poi, parlare di questo libro. Perché