Storia di una Lumaca che scoprì l’Importanza della Lentezza – Luis Sepùlveda

Insomma ‘na lumaca un giorno alza la testa e dice: – Perché so’ così lenta? Ma a voi, altre lumache, non vi scoccia essere così lente? – No, a noi ci  va bene, è nella natura delle cose. – Ma che ne sapete voi della natura delle cose se non vi siete mai allontanate da questo prato? Magari qua vicino c’è un’officina e troviamo un meccanico bravo che ci toglie i diaframmi e poi schizziamo come lepri. Ma dico io,

Father Christmas needs a Wee – Nicholas Allan

Di tutti i nomi che Babbo Natale ha o ha avuto, Santa Claus è di certo il più scrauso, anche perché nasce usurpando ed anglofonizzando il San Nicola d’Olanda, tal Sinterklaas, santo protettore dell’orecchio sinistro di Van Gogh e molto ma molto amico di Maria. Questa certezza di primato nella bruttura di Santa viene minata da questo libro, che chiama il nostro biancorosso eroe Father Christmas: Padre Natale. Che sembra più il nome di una figura religiosa di alto rango,

Il Giorno della Civetta – Leonardo Sciascia

La cosa più difficile di tutta la faccenda è stata capire il titolo, cioè ‘sta cosa della civetta di giorno. Che si sà che la civetta vien di notte collezampetutterotte. E quindi ora di giorno che vuole? Di giorno se uno la vede le dice: a cive’, ma non vedi che or’è? Ma perché non te vai a mette’ a letto? Dai, sù, fatte senti’ stasera… In quest’ottica quindi va letto il racconto che l’autore Sciascia (cioè scia x2) ha

Sticker Bomb – Studio Rarekwai (SRK)

Che cazzo ve devo di’? Non è un libro, questo. C’ha solo la forma di un libro. Sì, ok, ci sono delle scritte all’inizio e delle scritte alla fine. Ma in mezzo solo adesivi. Tutti adesivi. Però i meglio adesivi daa vita mia. Ma partiamo dall’inizio: il mobile Kallax bianco preso da Ikea a 29,9periodico che contiene i miei introvabili dischi ed ospita la mia ricchissima strumentazione da diggèi (composta per adesso da un solo piatto Numark perché i Technics

Nel Mare ci sono i Coccodrilli (Storia vera di Enaiatollah Akbari) – Fabio Geda

Che l’ignoranza fosse un’erbaccia in grado di aggredire tutti i giardini, anche quelli più curati, lo si sapeva. Ma mai avrei pensato che attecchisse anche in terreni che nell’immaginario collettivo (o nell’immaginario mio e basta) sono aridi, secchi, sabbiosi, merdosi e polverosi. E’ vero, il tipo che ha scritto il Cacciatore di Aquiloni ce l’aveva detto che l’Afghanistan prima della guerra e prima dei Talebani era una terra colorata e profumata, ma, parliamoci chiaro, chi cazzo gli aveva creduto? Tutti