Photogeisha, 2009/2017 – Umberto Stefanelli

Si può dire sommo fotografo? Checcazzomenefréga, io lo dico. Perché se sommo fotografo a viaggiatore il risultato che ottengo è Umberto Stefanelli, uno zingaro dalla foto rapida che proprio mentre scrivo sta espondendo le foto contenute in questo libro in un piccolo museo di un piccolo paese del nord della Francia che probabilmente non conoscerete: il Louvre di Parigi. Che poi dire Umberto Stefanelli è la stessa cosa che dire Photogheisha, ovvero il suo blog di fotografia errante abbinato a

Vivo per questo – Amir Issaa

Quello che ho appena letto è un libro serio. Serio come l’autore: tale Amir Issaa, rapper romano noto alle teste hiphop semplicemente come Amir. E se siete teste hiphop di una certa età, potreste ricordarvelo anche come “er Cina”. La cosa del “serio” non l’ho scritta a caso (stranamente…): Amir, volto sempre tirato, mai un sorriso, testa alta, rime sempre dritte, incazzate, ben scandite, pese. Un rap di cui non si fa certo fatica a riconoscere l’attendibilità, ma non il

#Ciollansia, Il libro nero del disagio – Andrea Cerrone

Andrea Cerrone (che io chiamerò Andreino perché dare confidenza a buffo è il punto fermo di questo blog) ha questa pagina Facebook che si chiama Insanity Page ove scrive e condivide cose simpatiche che la gente simpatica a sua volta ricondivide creando un turbine di condivisione e di simpatia che effettivamente a me un po’ di ansia la mette. E me ne metterebbe soprattutto essere nei panni di Andreino, che gestisce una pagina con 2 trilioni di piacitori: anche se,

Residenza Arcadia – Daniel Cuello

La testa mi dice che quello che ho appena letto è un bel libro, ma la pancia continua a borbottare insoddisfatta, affermando che non molto le è rimasto di questa graphic novel. Sono passati giorni, ma i battibecchi tra le uniche due forme di comprensione di un testo che conosco continuano. Più o meno così: PANCIA: Cuello se la pìa comoda: ‘na pagina pe’ fa’ ‘na rampa de scale, ‘na pagina pe’ fa’ ‘na foto a ‘n vasetto de basilico,

Sarò strana io – Daniela Mazzoli

Daniela Mazzoli scrive una serie di pensieri seguendo più o meno lo schema qui sotto: Una cosa che le passa per la testa Una cosa simpatica Una cosa amara Quel suo vecchio fidanzato Qualche riga che ripercorre un momento della sua giornata Una cosa triste Un altro riferimento a quel momento della sua giornata Una battuta su quella cosa amara scritta prima Una riflessione Il tipo che le piace Un’altra battuta Un riferimento cultural-filosofico Un ultimo pensiero su quel momento