Luigi Tenco (Una voce fuori campo) – L. Vanzella, L. Genovese

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Un due tre si parte con la prefazione di Mario Luzzatto Fegiz che è un nome che mi dice qualcosa ma non mi ricordo bene cosa – dove l’ho già sentito, che faccia c’ha? Cerco le immagini su google e lo trovo. Ah, sissississì, me lo ricordo, ok. Apperò: ha anche scritto un libro dal titolo Troppe Zeta nel cognome! Mammamìa corro subito a comprarlo. Aò quindi se mi incontrate che sto correndo non è per tenermi in forma ma eh: è per andare a comprare il libro di Mario Luzzatto Fegiz, ok? Ok.

Dicevamo un due tre si parte e Tenco subito tanta voglia di sapere tutto su Tenco. Io che non l’ho vissuto, io che credo di non aver mai ascoltato un suo pezzo, io che poi sarò costretto a ricredermi, io vagabondo che son’ io, io tu e le rose, io penso positivo perché convivo e so’ ancora vivo.

Il libro è un vero e proprio fumetto in bianco e nero, come quelli di una volta: e anche giustamente, visto che si parla di cose e di gente di una volta. Qui sopra infatti da sinistra a destra: in smoking, impeccabile, Mike Bongiorno; giacca e camicia alla diomioquantosonobèllo, Daniele Piombi; gilèt alla nonmenefregauncazzodiniènte, Fabrizio De Andrè. Così, tanto per mettere in chiaro qual era il jet set dell’epoca.

Dicevamo che il fumetto è un vero fumettone in bianco e nero. Che poi il bianco vabè, è bianco scuro, sul grigio, ma è soprattutto il nero ad essere molto nero: carboncino, direi, se solo me ne intendessi. Nero come la mezzanotte, direbbe mio padre; nero come il crimine, direbbero J.Ax ed il suo pupazzo parlante. La parola giusta quindi credo sia Noir.

La storia è più o meno questa.
Dalida ama Tenco. Tenco ama Dalida, ma un po’ meno.
Dalida è famosa. Tenco parecchio meno.
Dalida sorride a tutti. Tenco dice ringrazia Dio che non ti meno.
Dopo aver cantato a Sanremo Tenco si spara, o almeno così pare.
Cialtronate sul luogo del delitto.
Sandro Ciotti. Lucio Dalla.
Non so che farmene dell’arma del delitto.
Dalla a Ciotti.
Ok, ma il cadavere? L’ha trovato Dalida.
Sì, ma spostatelo da di là.
Mettetelo qua. Va bene così?
Chi è quella signorina? Lei è Miss Tero.
Divertente, brigadiere. Ma le sembra il momento, questo? E si sbrighi, piuttosto che ho una promozione dietro l’angolo.

E poi, ancora.
Anche Dalida morirà suicida, dopo due tentativi falliti.
Solo dopo molti anni le indagini verranno riaperte, ma non cambierà molto: Tenco si è suicidato. Nessun omicidio, nessun complotto.

Un fumetto non molto godibile, ma fedele ai fatti (perché chi sono io per contraddire Mario Luzzatto Fegiz?)

Ciao, vi saluto perché Tenco fretta, un po’ come chi ha svolto le indagini originali.

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