Inchiesta su Gesù- Corrado Augias e Mauro Pesce

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Essendo un libro che non ha nulla a che vedere con l’ignoranza e con gli ignoranti, proverò a sintetizzarne i contenuti e ad affiancarvi alcune riflessioni a margine.
I contenuti sono a cura di Augias e Pesce e quindi sono di livello culturale altissimo, le riflessioni invece sono le mie e quindi sono ignoranti come la merda.
Ma andiamo con calma, in groppa all’asinello, puntiamo Nazaret e cominciamo dal titolo:

Inchiesta
L’inchiesta è un procedimento investigativo teso alla scoperta della verità su di un fatto accaduto, all’accertamento di come siano andate effettivamente le cose, ed all’individuazione di eventuali responsabili (wikipedia).
Su
Complemento d’argomento che indica la materia, il tema di un discorso, di una trattazione, di una discussione (3ccani).
Gesù
Fondatore e figura centrale del Cristianesimo, religione che lo riconosce come il Cristo (il Messia), e Dio fatto uomo. Ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista in Galilea e nella provincia romana della Giudea, nella regione storica della Palestina (wikipedia).

Bene, il titolo è fatto. Ora tocca al sottotitolo.

Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo.
Eh, addirittura, cambiato il mondo? Non starai esagerando, Corradi’?..
Mmm, pare di no. Basti pensare che di uomini che hanno cambiato il mondo ce ne sono stati molti nei secoli, chenesò Galileo, Edison, Mandela, Beethoven, Maradona… Ma se l’anno in cui siamo lo chiamiamo anno 2018 significa che per adesso il mondo l’ha cambiato lui più di tutti. E amen.


Oh, ora che il titolo ce lo siamo tolto dalle palle possiamo passare al testo, facendo finta che ci abbia capito qualcosa.

Le squadre sono composte da Corradino, giornalista e scrittore, e da Mauro “BigFish” Pesce, docente, storico e biblista. L’arbritro fischia l’inizio della partita e subito Corradino subito si riversa nella metà campo avversaria e si mette a fare domande a BigFish con l’intento di sapere se Gesù è esistito veramente: chi era, che aspetto aveva, dov’è nato, di chi era figlio, andava a scuola a piedi o col pulmino, era un secchione o una mezza sega (domanda lecita, visto che il padre era falegname…), faceva il tifo per il Maccabi Ahi Nazaret o per il Beitar Gerusalemme, insomma tante curiosità. Ma non curiosità come potrebbero essere le mie, le tue o le sue; curiosità di uno che le cose già le sa perché Corradino è uno dei più studiati sul pianeta ma vuole comunque confrontarsi con uno studiato come e più di lui, uno che per tutta la vita non ha fatto altro che approfondire la materia, uno specializzato in esegesi biblica e letteratura rabbinica, membro della Society of Biblical Literature, così tanto per dire duetré cosette prese a caso da wikipedia.

Ma torniamo a noi.
Nonostante Corradino sia deciso a fare bella figura ed incalzi il professore con domande precise, poste alla fine di ragionamenti e deduzioni ineccepibili, egli si chiude in difesa e ribatte colpo su colpo, anche calciando via la palla alla “viva il parroco”: per farla breve, Corradino vuole sapere cose certe ma BigFish risponde spesso che l’unica cosa certa è che le cose certe nei vangeli non devi proprio cercarle, perché per natura i vangeli sono trascrizioni di racconti orali, redatti anche molte volte negli anni. E’ come quando con gli amici, a distanza di anni, vi raccontate di quella volta che… ma ognuno si ricorda una cosa leggermente diversa e alla fine le cose su cui tutti concordano sono solo due o tre (ammazza come l’ho spiegato bene, ammazza che metafora, che parallelismo, che parallelepipedo… mo chiamo Corradino e gli dico che la prossima volta voglio esserci anch’io…).

Una partita senza grossi colpi di scena con il fulcro del gioco che si svolge principalmente a centrocampo. Tatticismo abbastanza esasperato che richiede un livello di attenzione molto alto e porta in vari momenti a forti botte di sonno, scoramento e nostalgia dei Leocorni della canzone che, beati loro, avevano accannato Noè e tutta l’Arca e se l’erano data a gambe.
L’incontro come previsto si conclude in un annunciato pareggio ma non per questo vi privo della gioia di rivivere i momenti migliori. Signore e signori, ecco a voi gli highlights (presi qua e là, eh, senza consecutio):

Augias:
Possiamo considerare Gesù un agitatore sociale? Egli è un uomo che cerca di rimuovere dai singoli la tendenza alla facilità della vita, all’evasione dagli impegni e dai doveri, che sappiamo essere la vera zavorra che ciascuno si trascina dietro. Se fai questo con una songola persona, sei un confessore, un amico, un confidente. Se lo fai davanti ai discepoli o, meglio ancora, pubblicamente davanti alle moltitudini, sei un agitatore sociale. Lo diventi a dispetto delle tue intenzioni, lo sei nei fatti e di fatto.

Pesce:
Del resto, anche a Medjugorie si sono verificate visioni collettive: quantità cospicue di persone hanno contemporaneamente visto apparire la Madonna. Sono fatti di particolare rilievo per chi interpreta le visioni come stati alterati di coscienza. Oggi anche alcuni studiosi cattolici interpretano le apparizioni di Gesù risorto come stati alterati di coscienza, favoriti da certe zone del cervello predisposte a ricevere rivelazioni di carattere soprannaturale.

Augias:
Quando le Sacre Scritture sono state esaminate con scrupolosa attenzione filologica, gli studiosi si sono resi conto di almeno due caratteristiche: la prima, che quei testi erano stati manipolati numerose volte nel corso dei secoli; la seconda, che all’analisi accurata essi si rivelarono così pieni di contraddizioni da risultare, fra loro, incomparabili.

Pesce:
Mi sembra di aver sostenuto, in grande sintesi, che Gesù era un ebreo che non voleva fondare una nuova religione. Non era un cristiano. Era convinto che il Dio delle Sacre Scritture ebraiche stesse cominciando a trasformare il mondo per instaurare finalmente il suo regno sulla terra. Era del tutto concentrato su Dio e pregava per capire la sua volontà e ottenere le sue rivelazioni, ma era anche del tutto concentrato sui bisogni degli uomini, in particolare i malati, i più poveri e coloro che erano trattati in modo ingiusto. Il suo messaggio era inscindibilmente mistico e sociale.

Augias:
Il Vangelo di Giuda offre un quadro del personaggio e e delle sue motivazioni che ribalta completamente l’immagine usuale. Quando Giuda consegna il Maestro alle autorità, non fa che eseguire l’ordine di Gesù che gli dice: “Tu sacrificherai l’uomo che mi riveste”. Il testo rende esplicita la necessità che l’uomo tradisca Gesù e lo mandi al sacrificio, affinché possa compiersi il disegno della redenzione dopo la caduta di Adamo. Dal testo affiora la figura, opposta rispetto a quella consueta, di un uomo consapevole del suo tragico destino di doversi fare strumento abbietto della volontà divina.

Un bel libro, molto colto, forse troppo, pieno di spunti approfondibili e di nozioni che anche uno come me – in giovane età cintura nera di catechismo – ignorava.
In verità, in verità vi dico che scoprire di essere ignorante anche su un argomento in cui pensavo di essere fortefortìssimo è stato sconfortante. Mi sono consolato però col fatto che il libro non l’ho pagato, me lo sono ritrovato in casa e sicuramente devo averlo rubato da qualche parte.

Io avrei finito di esporvi i contenuti del libro. Per quanto riguarda invece le mie considerazioni merdamente ignoranti, quelle ve le evito.
Ora per ringraziarmi fatevi il nome del Padre, porcaputtàna.

 

Uh Gesù, Gesù, sono io la vittima dei demoni che tornano e che vengono a tirarmi giù?

Ciao.

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