LMVDM, La mia vita disegnata male – Gipi

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LaMiaVitaDisegnataMale è la cosa più bella che ho letto di recente. Dico “cosa” perché di fatto non ho capito bene “cosa” sia. Un’autobiografia? Una graphic novel? Un diario? Un romanzo? Gli appunti di un internato? Una presaperilcùlo di un buontempone, forse?
LaMiaVitaDisegnataMale è uno di quei titoli talmente belli che mi aspettavo un libro di merda, e invece no. Il doppio gioco alla Jessicona Rabbit del “non sono cattiva, è che mi disegnano così…” da un lato funziona benissimo e dall’altro scagiona l’autore dall’impegnarsi con dei fumetti fatti bene. Un mix di paraculaggine, attitudine, esperienza, droga e rock&roll. Manca il sesso, noterete voi.
E infatti, partiamo proprio da qui: dalla mancanza di sesso.

No, non è vero, sfrushavo: sticàzzi del sesso.
Partiamo invece dal fatto che LaMiaVitaDisegnataMale è un libro proprio bello, forse disegnato male, però scritto bene. Ma non scritto bene nel senso calligrafico, perché sembra scritto da uno ubriaco lercio su un trattore scassato che ara terreno a maggese. Scritto bene significante che arriva bene, potente, diretto, ti sospende e ti riprende a suo piacimento.

Gipi racconta la sua vita senza aver paura di sembrare un tossico, di sembrare uno sfigato, di sembrare una mezzacalzetta, di sembrare niente di diverso da quello che realmente è e riesce in questo difficile compito pur facendo varie volte il giro largo. Ma lui non è un tassista che vuole scucirti i soldi, è un fumettista che vuole sdrucirti l’alma (cit. Ghemon Scienz). E non solo, da noi lettori/dottori/carabinieri si lascia guardare dentro, si lascia guardare nudo, si lascia guardare l’uccello, si lascia guardare perfino nel culo – come nella tavola qui sotto*.

In sostanza un’opera che ho apprezzato molto perché è costruita con autenticità, con un linguaggio che si adatta alle fasi della sua vita, alle cazzate fatte da giovane e alle cazzate fatte da adulto. Un’opera piena di idee, proprio come dev’essere il cervello di chi l’ha pensata. Ah, ma poi, a proposito di cervello: l’organo viene concepito e disegnato come una cabina di regia ben prima dei pupazzi Pixarcolorati di InsideOut ed è solo uno dei tanti colpi di genio che si incontrano leggendo questa biografia sincera, leggera, pesante e dissacrante.

Quindi senza farla troppo lunga, questo è un libro scritto e disegnato male, ma concepito benissimo e con una sincerità diserbante.

 

Ciao.
CVLPV.

 

* Io poi su ‘sto fatto di guardare che forma ha l’uccello o quanto è profondo il culo di Gipi avrei avuto da ridire, però, sai com’è, la libertà d’espressione… bla bla bla… do tutto me stesso… everybody’s heard about the bird… bla bla bla…

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