La ragazza dai capelli strani – David Foster Wallace

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Mi sbrigo a comprare e poi mi sbrigo a leggere questo libro perché sennò come fai ad avere un blog di libri, seppur ignorante, che non contempli un eroe dei tempi moderni, trallalléro trallallàltro prematuramente toltosi di mezzo, come David Foster Wallace? Uno di quegli autori, come d’altronde anche Jonathan Safran Foer, che non sai se hanno due nomi o due cognomi. Del tipo, ‘sto tipo si chiama David Foster o solo David? E il cognome è Foster Wallce o solo Wallace? Basterebbe aprire un attimo wikipedia ma mi piace rimanere con il dubbio, o, per dirla meglio: sticazzi.

Comincio a leggere il libro e porcatròia come ho fatto a stare tutto questo tempo senza Davidino Fosterino (o solo Davidino) ed il suo modo incredibile di scrivere reale ma anche poetico però concreto nonché armonico? Due pagine e mi innamoro già dei personaggi: siamo solo all’inizio e già la storia è decollata, cosa cazzo succederà adesso, non sto più nella pelle, però poi… oh no, oh noo, oh nooooooooooo!!!… La storia finisce. Perché è già finita? Come ha fatto a finire già? Perchè?!!.. Il motivo è semplice: sto leggendo un libro di racconti, e non lo sapevo, non me lo ricordavo. Vaffanculo ai racconti dimmèrda che finiscono troppo presto, così, all’improvviso. Speriamo ce ne siano altri dello stesso livello. Però che palle.

Sì, ce ne sono altri di livello, anzi sono quasi tutti di livello. Spiccano il racconto della tipa del quiz tv che lesatùtte, quello del tipo eroico stoico bellobelloinmodoassùrdo che ha il tocco magico ma poi però sbatte la testa e ciao, quello del pazzoide che spegne le sigarette addosso alla gente (raccontato in prima persona – mette addosso un ansia che ti dico lèvati…), quello dei fratelli che si bombano la stessa ragazza sudamericana.

Insomma Davidino (o Davidino Fosterino) scrive in un modo che non devo certo dirvelo io, una roba fica proprio, correndo però il classico rischio di quelli che scrivono bene, ovvero quello di mettersi a scrivere del nulla tanto il nulla come lo racconto io lo faccio sembrare qualcosa, con il risultato che tu lettore ti senti un cobra incantato che entra ed esce da un cesto di vimini per tutta la durata del libro ma che poi una volta finito non ti ricordi niente, tipo ipnosi. E invece no, Davidino Fosterino (o solo Davidino) è bravobràvo, e forse dovrei prendermi anche il libro in cui spiega il Rap ai bianchi, essendo io bianco + essendo io amante del Rap, solo che ho paura che essendo troppo competente sull’argomento poi mi tocca mandarlo affanculo e mi dispiacerebbe prendermela coi morti, soprattutto se in vita erano bravi scrittori.

“In altre parole, devi apparire come Letterman nel talk show di Letterman”, Ron fece un gesto per misurare il tutto, tornando a sedersi. “Ridi in un modo che sia in un certo senso distaccato. Comportati come se sapessi da quando sei nata che tutto è cliché, che tutto è montato, vuoto, assurdo, e che la cosa divertente è proprio quella”.

Quindi ciao, e pettinatevi bene.

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