Gli Sdraiati – Michele Serra

E niente, mentre sto al Supermercato a comprare pennarelli glitterati per la mia principessina mi accatto questo libro, e insieme prendo anche Pantera di Stefano Benni. Lo compro perché Michele Serra è quello de L’Amaca, quella rubrica dell’Espresso che molti dei miei contatti condividono su Facebook in cui il tizio scrive cose molto sintetiche e molto pregne di significato pesando ogni parola sul bilancino da orefice. Non pago sicuramente poi le rilegge con la lente d’ingrandimento monoculare da orologiaio e le

Bob Marley (Coming in from the Cold) – Saverio Montella

L’idea di un libro a fumetti su Bob Marley l’ho trovata brillante e infatti ho subito cliccato su Aggiungi al carrello. Peccato però che quello che ho aggiunto al carrello, e successivamente pagato, non è un libro su Bob Marley. Il libro nonsubobmarley è scritto con il cuore ed è una cosa che bypassa anche i disegni a tinte molto forti che richiamano l’Africa ma che sono piuttosto grossolani nei tratti. La cosa che viene bypassata meno invece è l’essere

Fare il rap – Taiyo Yamanouchi

Fare il rap è facile. Anzi, facilissimo. Prendi una base, te la fai fare da un amico o la tiri giù da youtube. Poi scrivi delle cose, le rappi a tempo, le registri, le carichi sui social: fatto, fine, ciao. A cosa serve un libro? Cosa può dirci l’autore che noi rapper superfighissimi non sappiamo già? Chi sei tu, Taiyo Yamanouchi, con questo nome bizzarro? Cosa vuoi da me? Com’è finito il tuo libro in casa mia? Andiamo per gradini, come

Pantera – Stefano Benni

Stefano Benni ha scritto Bar Sport. Cioè, veramente, potrebbe campare di rendita e invece continua a scrivere. E scrive cose tipo ‘sto libricino intitolato Pantera. Stefano Benni vorrei essere io. Perché Stefano Benni prende la realtà e nel raccontarla la manipola, la estremizza, la ridisegna a piacimento condendola con immaginazione quanto basta per leggere cose sempre al limite tra parco e lealtà, tra porco e beltà, tra porto e cancan, tra porno e blabla. Vorrei essere Stefano Benni perché fa

Metroromantici – Poeti der Trullo

Questo mattoncino nero che ho appena finito di leggere, prima ancora di essere un libro, è un movimento, una pulsione. Un fuoco che si accende quando gli pare e non si spegne fino a quando non hai impresso la tua idea su un muro, fino a quando non ti sei palesato nel quartiere: ci sono anch’io, ci siamo anche noi. Questo mattoncino nero che non volevo finire di leggere, è stato scritto da sette diverse teste pensanti, sette autori che

It’s so Easy (e altre bugie) – Duff McKagan

Quand’ero piccolo e tutti mi scherzavano, ascoltavo i Guns N’ Roses. Chissà se mi scherzavano proprio per questo motivo. Ah, no, è vero: era perché ascoltavo gli Skid Row! Ero un fan di Dave The Snake Sabo, accidenti. Ma andiamo oltre. Duff McKagan (così come molti altri nel mondo) ha scritto un’autobiobrafia. L’autobiografia è una cosa che uno scrive pensando che a molti importi della propria storia professionale o privata. Quindi ad occhio e croce devi avere parecche cose da

Il Bambino che si ficcava sempre le dita nel naso – M.Bersan, C.Cerri

Carleeetto regazziiiino der Tufelloooooo, le caccole dar naso se levaaaavaaaaa…… Questo non è un bel libro, acciderboli. Ma andiamo per gradini. Intanto sembra un quaderno, un libro per disegnare: un pò delicato nella forma con la sua copertina di cartoncino e spillette, appare poco adatto alle mani irruente di un bambino. O alle mani distratte di un genitore. Poi. I disegni sono moderni (forse troppo, ma qui è questione di gusti) ed espressivi, le vignette sono omogenee, colorate, e se

Hip Hop Family Tree, vol.1 – Ed Piskor

La regola è questa: se c’è qualcosa con Grandmaster Flash in copertina io la devo avere. Poi, in un secondo momento, con calma, controllo cos’ho comprato. Mmmm… non sembra un disco, mannaggia la mamma di Master P! Cos’è? Un fumetto? Di chi? Ed Piskor? E chicazz’è?…. Scusa Ed, ma prima non ti conoscevo. Ora invece farò finta di aver sempre saputo chi eri. E fioccheranno i Cioè, ma che veramente? ‘Nconosci EdPiskor? Wizzywig? Mandovivi, su un palo daa luce? Il

Se Niente Importa (Perché Mangiamo gli Animali?) – Jonathan Safran Foer

Un titolo di merda come questo è inspiegabile. Quello originale è Eating Animals: Mangiare Animali. Un titolo secco, da trattato, da inchiesta. Che sintetizza esattamente l’argomento del libro: un libro che dalla prima all’ultima pagina ti rifila una serie impressionante di delicatissimi (ma molto ben portati) pugni alla bocca dello stomaco. Apro una parentesi, e la apro quadra. [Se arrivi a leggere questo libro significa che hai a cuore la questione del maltrattamento degli animali, oppure non te ne frega

Kobane Calling – Zerocalcare

La sensazione che ho quando leggo le cose che scrive questo tipo di Rebibbia è di conoscerlo da una vita. E io Rebibbia ho scoperto dove si trova solo di recente, pensa. Questo fatto mi riporta un po’ indietro nel tempo, più o meno a quando ero un cugino di campagna col capello appena rasato a zero e cominciavo ad ascoltare i Colle der Fomento. I due che costituivano la parte vocale del gruppo, tali Danno e Beffa, ti portavano a casa

Le Intermittenze della Morte – José Saramago

Stiamo parlando di un premio Nobel, quindi non scriverò quella cosa che volevo scrivere sul fatto di citarlo per plagio quando nel suo libro descrive una mafia nuova, formatasi all’occorrenza su vicende che svicenderò più avanti, che per distinguersi dalla mafia classica si fa chiamare maphia. Ecco, ora non conosco il vostro background culturale, musicale, personale o professionale, ma io vi dico con cognizione di causa che la mafia col ph l’hanno inventata i Flaminio Maphia. Non so se Rude o G-Max,

Buone Notizie Brutte Notizie – Jeff Mack

L’idea di questo libro mi è subito piaciuta almeno quanto il fatto che stava in offerta. In sostanza è una storia di ottimismo contro pessimismo. Ed essendo un libro per bambini vince l’ottimismo dopo una partita serratissima colpo su colpo senza esclusione di colpi e se ci sei batti un colpo. A fine partita gli avversari si stringono la mano ed il pessimista sconfitto dice beh, ha vinto il migliore e capisce che l’ottimismo è il profumo della vita e