Pantera – Stefano Benni

Stefano Benni ha scritto Bar Sport. Cioè, veramente, potrebbe campare di rendita e invece continua a scrivere. E scrive cose tipo ‘sto libricino intitolato Pantera. Stefano Benni vorrei essere io. Perché Stefano Benni prende la realtà e nel raccontarla la manipola, la estremizza, la ridisegna a piacimento condendola con immaginazione quanto basta per leggere cose sempre al limite tra parco e lealtà, tra porco e beltà, tra porto e cancan, tra porno e blabla. Vorrei essere Stefano Benni perché fa

Metroromantici – Poeti der Trullo

Questo mattoncino nero che ho appena finito di leggere, prima ancora di essere un libro, è un movimento, una pulsione. Un fuoco che si accende quando gli pare e non si spegne fino a quando non hai impresso la tua idea su un muro, fino a quando non ti sei palesato nel quartiere: ci sono anch’io, ci siamo anche noi. Questo mattoncino nero che non volevo finire di leggere, è stato scritto da sette diverse teste pensanti, sette autori che

It’s so Easy (e altre bugie) – Duff McKagan

Quand’ero piccolo e tutti mi scherzavano, ascoltavo i Guns N’ Roses. Chissà se mi scherzavano proprio per questo motivo. Ah, no, è vero: era perché ascoltavo gli Skid Row! Ero un fan di Dave “The Snake” Sabo, accidenti. Ma andiamo oltre. Duff McKagan (così come molti altri nel mondo) ha scritto un’autobiobrafia. L’autobiografia è una cosa che uno scrive pensando che a molti importi della propria storia professionale o privata. Quindi ad occhio e croce devi avere parecche cose da

Il Bambino che si ficcava sempre le dita nel naso – M.Bersan, C.Cerri

Carleeetto regazziiiino der Tufelloooooo, le caccole dar naso se levaaaavaaaaa…… Questo non è un bel libro, acciderboli. Ma andiamo per gradini. Intanto sembra un quaderno, un libro per disegnare: un pò delicato nella forma con la sua copertina di cartoncino e spillette, appare poco adatto alle mani irruente di un bambino. O alle mani distratte di un genitore. Poi. I disegni sono moderni (forse troppo, ma qui è questione di gusti) ed espressivi, le vignette sono omogenee, colorate, e se

Se Niente Importa (Perché Mangiamo gli Animali?) – Jonathan Safran Foer

Un titolo di merda come questo è inspiegabile. Quello originale è Eating Animals: Mangiare Animali. Un titolo secco, da trattato, da inchiesta. Che sintetizza esattamente l’argomento del libro: un libro che dalla prima all’ultima pagina ti rifila una serie impressionante di delicatissimi (ma molto ben portati) pugni alla bocca dello stomaco. Apro una parentesi, e la apro quadra. [Se arrivi a leggere questo libro significa che hai a cuore la questione del maltrattamento degli animali, oppure non te ne frega

Kobane Calling – Zerocalcare

La sensazione che ho quando leggo le cose che scrive questo tipo di Rebibbia è di conoscerlo da una vita. E io Rebibbia ho scoperto dove si trova solo di recente, pensa. Questo fatto mi riporta un po’ indietro nel tempo, più o meno a quando ero un cugino di campagna col capello appena rasato a zero e cominciavo ad ascoltare i Colle der Fomento. I due che costituivano la parte vocale del gruppo, tali Danno e Beffa, ti portavano a casa

Le Intermittenze della Morte – José Saramago

Stiamo parlando di un premio Nobel, quindi non scriverò quella cosa che volevo scrivere sul fatto di citarlo per plagio quando nel suo libro descrive una mafia nuova, formatasi all’occorrenza su vicende che svicenderò più avanti, che per distinguersi dalla mafia classica si fa chiamare maphia. Ecco, ora non conosco il vostro background culturale, musicale, personale o professionale, ma io vi dico con cognizione di causa che la mafia col ph l’hanno inventata i Flaminio Maphia. Non so se Rude o G-Max,

Buone Notizie Brutte Notizie – Jeff Mack

L’idea di questo libro mi è subito piaciuta almeno quanto il fatto che stava in offerta. In sostanza è una storia di ottimismo contro pessimismo. Ed essendo un libro per bambini vince l’ottimismo dopo una partita serratissima colpo su colpo senza esclusione di colpi e se ci sei batti un colpo. A fine partita gli avversari si stringono la mano ed il pessimista sconfitto dice beh, ha vinto il migliore e capisce che l’ottimismo è il profumo della vita e

Sventura – Chuck Palahniuk

Il Patrick De Gayardon dell’irriverenza dopo aver toccato il fondo con le dita (ed aver quindi ad un tratto sentito la forza della vita), prova ad andare ancora più giù. E io, seduto più o meno comodamente, mentre leggevo il libro nel cesso, in cucina o in cantina, provavo un po’ di pietà per il tipo. Dover sempre superare i propri limiti non dev’essere una cosa facile, non dopo aver scritto quello che ha scritto lui. Insomma essere Chuck Palahniuk

Drilla – Andrew Clements

Sono un tipo saltuariamente spocchioso e di quando in quando riesco a darmi fastidio da solo, soprattutto quando decido di voler andare in fondo a questioni che è forse meglio gestire come fanno molti altri. Cioè dire la propria, dirla in maniera più simpatica possibile, e poi fottersene. Invece no: io sono spocchioso. E inoltre sono padre di figlia: ho una missione difficile, ho una creatura da educare. Quindi in prima battuta mi è sembrata simpatica la cosa del binomio

Do’s and Don’ts – Todd Parr

Mia figlia l’ha adorato dal giorno 1. Acquistato in Inghilterra e consegnato a mano dal mio amico Francesco, è un libro che la mia pupa ama farsi leggere da quando ha tre anni. Anche adesso che ne ha quasi sei, se lo incrocia per casa lo ritira fuori: papà/mamma, stasera me lo leggi? I Do’s e i don’ts sono le cose da fare e da non fare. In ogni pagina, disegnata in modo molto semplice, marcato, tremolante e colorato, tanto