Il suono del mondo a memoria – Giacomo Bevilacqua

Approccio #1 – L’approccio empatico Un libro che trasmette la sofferenza di chi lo ha pensato, di chi ha tessuto la storia, di chi ha creato un personaggio sofferente, di chi è riuscito a far soffrire anche chi legge intrecciando un piccolo capolavoro che trasuda amore verso i meccanismi di una New York che solo in pochi riescono a percepire così in profondità. Approccio #2 – L’approccio tecnico Qualitativamente una graphic novel di cui si può e si deve discutere

Il più grande uomo scimmia del Pleistocene – Roy Lewis

Questo libro, scritto nel 1960, è proprio un libro da nerd perché è ambientato nel Pleistocene e per capire che cazzo è il Pleistocene sono dovuto ricorrere a Wikipedia che lo spiega con questo bello schemino che riporto qui di fianco. Aaaah… Wikina mia, quante certezze mi dai. Quindi ok, il Pleistocene è una delle ere preistoriche. E quel matto di Roy Lewis (che io chiamerò Jerry) vi ci va ad ambientare un romanzo dai plurimi risvolti comici che alcuni

Te la do io l’America – Joe Bastianich

È un libro di ricette. E anche ben fatto, qualitativamente. E in più l’ho pagato meno di un Chicken Royale. E magari imparo a farmi le alette di pollo in casa. E poi fatevi i cazzi vostri, oh: è un libro. C’ha la forma del libro, l’ha pubblicato Rizzoli, merita rispetto! All’interno tantissime foto evocative di atmosfere a stelle e strisce*, impaginazione chiara e semplice, suddivisione in colazione, snack, main course, e via così. Un libro che se scevrato dalle

Storie della buonanotte per bambine ribelli 2 – E.Favilli, F.Cavallo

Secondo capitolo di una bella storia che mi ha convinto e coinvolto fin dal giorno zero. La bella storia riguarda due ragazze italiane, Elena e Francesca, che dagli Stati Uniti creano la Timbutcu Labs, casa editrice di libri per bambini, da cui prende vita Goodnight Stories For Rebels Girls, libro nato dal crowdfunding che ha avuto un successo senza precedenti, senza paragoni, senza parabeni, e che ha fatto venire gli occhi a forma di cuore a tre quarti di mondo

Le mille luci di New York- Jay McInerney

È tutto scritto in seconda persona, proprio come farò io adesso con le mie quattro cazzate. Già dopo poche pagine ti rassegni al fatto che l’autore ti porterà dove vuole. E i posti dove vuole portarti sono fuori e sono dentro. Fuori. Vieni catapultato nei club più esclusivi di New York. Metti il naso su centinaia di righe di cocaina, conosci modelle, trafficanti, dormi su divani di chissà chi, ti svegli chissà dove. Vai in ufficio, nella redazione del giornale

Luigi Tenco (Una voce fuori campo) – L. Vanzella, L. Genovese

Un due tre si parte con la prefazione di Mario Luzzatto Fegiz che è un nome che mi dice qualcosa ma non mi ricordo bene cosa – dove l’ho già sentito, che faccia c’ha? Cerco le immagini su google e lo trovo. Ah, sissississì, me lo ricordo, ok. Apperò: ha anche scritto un libro dal titolo Troppe Zeta nel cognome! Mammamìa corro subito a comprarlo. Aò quindi se mi incontrate che sto correndo non è per tenermi in forma ma

I Love (però scritto col Cuore) Tokyo – La Pina

Tre cose devo scrivere prima di raccontarvi questo libro, e riguardano l’autrice. La Prima cosa su La Pina. La Pina aveva raggiunto una certa credibilità nella scena HipHop italiana, all’incirca in concomitanza con questo suo pezzo: “Bboy, smolla il colpo, dimostra alle mie amiche quanto sei disinvolto, e invece di scambiare rime come figurine è il momento di far fare un giro a queste signorine. Lo scopo del gioco, è di fare un poco di moto, ma non è detto

Il paradiso degli orchi – Daniel Pennac

Scelgo questo libro perché c’è la promozione sui Feltrinelli. Lo scelgo senza sapere niente sull’autore o sul titolo. (So’ ignorante, è ve’?) Nella mia scelta al buio mi dice male e mi dice bene. Mi dice male perché: il libro è un giallo ed io non amo i gialli perché mi mettono l’ansia; il libro ha più di trent’anni e potrebbe non essere attuale; il libro è scritto da un professore e i professori tendono a non togliere la cattedra

Va tutto bene – Alberto Madrigal

La cosa bella di questo libro sono i disegni. E se solo io fossi uno bravo ora mi metterei qui a spiegarvi perfiloeperségno quanto è difficile fare i disegni che fa Madrigal (a proposito, come suona bene Madrigal: sembra il nome dello stadio di una squadra spagnola – la Juventus, reduce dalla dura trasferta al Madrigal, non va oltre il pareggio con il Benevento….). Perché sono acquerelli, questo è evidente. Però Alberto mica si sarà messo lì con i tondini

Maria accanto – Matteo B. Bianchi

Questo libro, così come è successo con quello di Cuello, ha diviso il mio giudizio in quellodipancia e quelloditesta: faccenda traducibile in una cosa tipo pubblico (pancia) e critica (testa). Di seguito il dialogo più o meno fedele tra i miei due organi. PANCIA: Bello, dai. TESTA: Bello cosa? PANCIA: Stocazzo! Il libro, no? TESTA: Ah secondo te questo libro è bello? PANCIA: Sì, mi è sembrato un libro sincero, scritto egregiamente, in modo tangibile. Non da pesudo-intellettuale, come qualcuno si

Il mondo così com’è – M.Giacon, T.Scarpa

Trattasi di un libro che fa cose. La prima cosa che fa è cogliermi di sorpresa. Sembra un libro verticale, ma poi esce lateralmente dalla custodia e si presenta in orizzontale, di un bell’azzurro, con uno che scappa chissà dove chissà da cosa chissà perché chissà chessarà di noi loscopriremosololeggendo. La seconda cosa che fa è stordirmi. Di parole, innanzitutto. Parole stampate, non in lettering, che non è proprio il massimo. Tantissime e a cura di Tiziano Scarpa, premio Strega

Cantalamappa – Wu Ming

Breve antefatto. Il mio acculturatissimo amico Stefano un giorno mi disse: Aò, se te voi legge’ un libro de Cristo te devi legge’ Q dei Wu Ming. Però cercalo col nome Luther Blisset. E poi chiudite ‘n casa, non di’ niente a nessuno. Perché è un libro scomodo, pubblicato prima solo all’estero perché in Italia, lo sai, er Vaticano, er Potere, Blablacar e i negozianti di via Merulana non lo volevano. E poi gli autori so’ italiani, so’ dei geni,