I kill giants – Joe Kelly, JM Ken Nimura

Co’ i giganti è un macello. Hulk Hogan, ad esempio, ha affrontato André, il gigante più forte di tutti, in un unocontrouno che è durato anni, senza però riuscire mai ad ucciderlo. A spezzare André, più in là, ci ha pensato un infarto. Bisogna andare ancora più indietro nel tempo per trovare uno che ci è riuscito: tal Harry Covelesky, lanciatore dei Phillies, nel 1908. Ha sconfitto una squadra intera di giganti, i Giants di NewYork. Questo gli ha portato

Stelle o sparo – Nova

1. Terra premessa Se sei amico/a di Zerocalcare è tutto più facile. Infatti anch’io ho cercato di diventarlo facendogli tante recensioni carine e simpatiche, mandandogli fiori e plumcake. Ma lui giustamente ha ringraziato, ha diffidato e si è fatto i cazzisuòi. Quindi non è poi tanto facile essere amico di Zerocalcare, mi sa. E se Nova c’è riuscita significa che magari è più brava di me. O che è bona. E magari oltre a esse’ bona è pure cara. E

Un trascurabile dettaglio – AnneGaelle Balpe, Csil

Mia cognata è un’insegnante di sostegno che andrebbe sostenuta dentro ma soprattutto fuori dalle mura scolastiche ed invece si sostiene da sola con materiale che la aiuta ad aiutare. Questo libro qui tutto giallognolo l’ho trovato nella sua libreria e l’ho letto e fotografato sudduepiédi perché quando vedo una libreria non solo non mi faccio mai i cazzi miei ma sbircio amaramente come facevo da piccolo sperando di trovare tra le pagine 5 o magari 10mila lire nascoste e dimenticate

LMVDM, La mia vita disegnata male – Gipi

LaMiaVitaDisegnataMale è la cosa più bella che ho letto di recente. Dico “cosa” perché di fatto non ho capito bene “cosa” sia. Un’autobiografia? Una graphic novel? Un diario? Un romanzo? Gli appunti di un internato? Una presaperilcùlo di un buontempone, forse? LaMiaVitaDisegnataMale è uno di quei titoli talmente belli che mi aspettavo un libro di merda, e invece no. Il doppio gioco alla Jessicona Rabbit del “non sono cattiva, è che mi disegnano così…” da un lato funziona benissimo e

Kuore nella notte – Stefano “S3keno” Piccoli

Prendi un cuoco navigato, tal Stefano S3keno Piccoli, b-boy delle prime ore, amante dell’Hip Hop a 360 gradi, fondatore di riviste, fanzine e tantialtricàzzi. Uno che ne sa, quindi, classe 1970. Prendi una spesa fatta bene nei migliori mercati rionali, spezie e aromi selezionati per dar vita alla zuppa del secolo. Adesso apri le buste e comincia a sistemare le cose sul banco da lavoro. Cosa abbiamo? Vediamo: – Roma, Centocelle, anno del Signore 2013. – Writers, 2 crew, Buoni

Bula Bula Pescatore – Massimo Indrio

Sapete che non è mia abitudine svelare le trame dei libri, ma stavolta non posso sottrarmi perché mi trovo dinnanzi ad una pietra miliare della letteratura galattica che porcaporcàccia lùrida scansatevi tutti e fate accomodare questo piccolìbro nel tempio dei piccolìbri ripieni di vino buonissimo. Per cui, come annunciato, ecco a voi il video shock che spiega sia per filo che per segno la disavventura che capita al nostro protagonista, tal Bula Bula (e potrei anche aggiungere: condividete prima che

L’odore dei ragazzi affamati – Frederik Peeters, Loo Hui Phang

Questo libro ha vinto nonsoqquàle premio letterario e allora prima di acquistarlo ho cercato informazioni googlando e mi sono reso conto di cosa si rischia di leggere quando si cercano in giro informazioni/recensioni. Io ad esempio qui ho trovato ‘sta roba: La sceneggiatrice Loo Hui Phang e il disegnatore Frederik Peeters hanno creato, con questo libro, un coacervo di equivoci e topoi letterari davvero unico. Western, ma dell’estremo recente dell’epoca della frontiera, gravido di segreti mal celati e di desideri

Macerie Prime, sei mesi dopo – Zerocalcare

Devo innanzitutto darvi uno sfoggio anticipato della mia innata ed irresitibile simpatia e chiamare questo libro Macerie Seconde. Poi, mentre siete lì nell’incredulità sbellicosa e con la mandibola indolenzita dalle risate, vi linkerò gli articoli alle Macerie Prime ed alle Chiamate da Kobane. In ultimo, quando ormai avrete il fiatone e vi starete reggendo la pancia stanca di sobbalzare, vi darò l’esilarante colpo di grazia: vi parlerò di questo libro. Che è un bel problema, poi, parlare di questo libro.

Il suono del mondo a memoria – Giacomo Bevilacqua

Approccio #1 – L’approccio empatico Un libro che trasmette la sofferenza di chi lo ha pensato, di chi ha tessuto la storia, di chi ha creato un personaggio sofferente, di chi è riuscito a far soffrire anche chi legge intrecciando un piccolo capolavoro che trasuda amore verso i meccanismi di una New York che solo in pochi riescono a percepire così in profondità. Approccio #2 – L’approccio tecnico Qualitativamente una graphic novel di cui si può e si deve discutere

Luigi Tenco (Una voce fuori campo) – L. Vanzella, L. Genovese

Un due tre si parte con la prefazione di Mario Luzzatto Fegiz che è un nome che mi dice qualcosa ma non mi ricordo bene cosa – dove l’ho già sentito, che faccia c’ha? Cerco le immagini su google e lo trovo. Ah, sissississì, me lo ricordo, ok. Apperò: ha anche scritto un libro dal titolo Troppe Zeta nel cognome! Mammamìa corro subito a comprarlo. Aò quindi se mi incontrate che sto correndo non è per tenermi in forma ma

Va tutto bene – Alberto Madrigal

La cosa bella di questo libro sono i disegni. E se solo io fossi uno bravo ora mi metterei qui a spiegarvi perfiloeperségno quanto è difficile fare i disegni che fa Madrigal (a proposito, come suona bene Madrigal: sembra il nome dello stadio di una squadra spagnola – la Juventus, reduce dalla dura trasferta al Madrigal, non va oltre il pareggio con il Benevento….). Perché sono acquerelli, questo è evidente. Però Alberto mica si sarà messo lì con i tondini

Il mondo così com’è – M.Giacon, T.Scarpa

Trattasi di un libro che fa cose. La prima cosa che fa è cogliermi di sorpresa. Sembra un libro verticale, ma poi esce lateralmente dalla custodia e si presenta in orizzontale, di un bell’azzurro, con uno che scappa chissà dove chissà da cosa chissà perché chissà chessarà di noi loscopriremosololeggendo. La seconda cosa che fa è stordirmi. Di parole, innanzitutto. Parole stampate, non in lettering, che non è proprio il massimo. Tantissime e a cura di Tiziano Scarpa, premio Strega