Le mille luci di New York- Jay McInerney

È tutto scritto in seconda persona, proprio come farò io adesso con le mie quattro cazzate. Già dopo poche pagine ti rassegni al fatto che l’autore ti porterà dove vuole. E i posti dove vuole portarti sono fuori e sono dentro. Fuori. Vieni catapultato nei club più esclusivi di New York. Metti il naso su centinaia di righe di cocaina, conosci modelle, trafficanti, dormi su divani di chissà chi, ti svegli chissà dove. Vai in ufficio, nella redazione del giornale

Bun B’s Rap Coloring and Activity Book – Shea Serrano

Se tuo/a figlio/a: è innamorato/a di Rovazzi; pensa che Fedez spacchi di brutto; crede che Baby K sia brava con il rap. Se tu, invece: quando vuoi ascoltare un pezzo soft metti Ante Up degli M.O.P.; in macchina hai il santino di Rakim; credi che Pac e Biggie siano ancora vivi da qualche parte, allora questo è il libro che fa per te (e per tuo/a figlio/a)! Quante volte per avvicinare le creature al tuo mondo hai provato a far

The street is watching – where street knowledge meets photography

Ho incrociato questo libro quando sono stato al MACRO a vedere la mostra CROSS THE STREETS. L’ho sfogliato, l’ho bramato, ho visto quanto costava. Addio, gli ho detto. Perché 85 euro è una cifra con cui riesco ad accattarmi 5 o 6 libri di quelli cicciotti, una diecina di quelli un po’ meno sulla cresta dell’onda. 85 bomboni per un libro solo non ce li spendo, a meno che dentro non ci sia scritto dove cazzo è stato nascosto il

Blues for Lady Day – Paolo Parisi

L’idea di fare un libro su un artista che ami provando a mappare la sua vita attraverso le canzoni che ti piacciono di più è ambiziosa, spocchiosa, altezzosa, arrogante, miope, ma soprattutto ignorante come la merda. Ed è per questo motivo che il libro è molto ben riuscito. Nel suo libro grafic-novello, Paolo Parisi ci narra di Eleanora Fagan, aka Billie Holiday, aka Lady Day, mostro sacro del blues, del jazz, del bebop don’t stop to the hip to the

Photogeisha, 2009/2017 – Umberto Stefanelli

Si può dire sommo fotografo? Checcazzomenefréga, io lo dico. Perché se sommo fotografo a viaggiatore il risultato che ottengo è Umberto Stefanelli, uno zingaro dalla foto rapida che proprio mentre scrivo sta espondendo le foto contenute in questo libro in un piccolo museo di un piccolo paese del nord della Francia che probabilmente non conoscerete: il Louvre di Parigi. Che poi dire Umberto Stefanelli è la stessa cosa che dire Photogheisha, ovvero il suo blog di fotografia errante abbinato a