I kill giants – Joe Kelly, JM Ken Nimura

Co’ i giganti è un macello. Hulk Hogan, ad esempio, ha affrontato André, il gigante più forte di tutti, in un unocontrouno che è durato anni, senza però riuscire mai ad ucciderlo. A spezzare André, più in là, ci ha pensato un infarto. Bisogna andare ancora più indietro nel tempo per trovare uno che ci è riuscito: tal Harry Covelesky, lanciatore dei Phillies, nel 1908. Ha sconfitto una squadra intera di giganti, i Giants di NewYork. Questo gli ha portato

American Widow – Alissa Torres, Sungyoon Choi

La vedova americana descritta nel titolo di questa graphic novel si chiama Alissa Torres. Tal Alissa, che io per semplicità chiamerò Lisetta, si fa aiutare da Sungyoon Choi, che io per deviazione del mio immaginario chiamerò Ling Xiaoyu (la cinesina di Tekken), a descrivere quello che ha dovuto passare quando il marito si è buttato giù da un grattacielo in fiamme. E quello che Lisetta ha dovuto passare nell’immediato, tipo il giorno stesso, il giorno dopo, il giorno dopo ancora,

Il suono del mondo a memoria – Giacomo Bevilacqua

Approccio #1 – L’approccio empatico Un libro che trasmette la sofferenza di chi lo ha pensato, di chi ha tessuto la storia, di chi ha creato un personaggio sofferente, di chi è riuscito a far soffrire anche chi legge intrecciando un piccolo capolavoro che trasuda amore verso i meccanismi di una New York che solo in pochi riescono a percepire così in profondità. Approccio #2 – L’approccio tecnico Qualitativamente una graphic novel di cui si può e si deve discutere

Te la do io l’America – Joe Bastianich

È un libro di ricette. E anche ben fatto, qualitativamente. E in più l’ho pagato meno di un Chicken Royale. E magari imparo a farmi le alette di pollo in casa. E poi fatevi i cazzi vostri, oh: è un libro. C’ha la forma del libro, l’ha pubblicato Rizzoli, merita rispetto! All’interno tantissime foto evocative di atmosfere a stelle e strisce*, impaginazione chiara e semplice, suddivisione in colazione, snack, main course, e via così. Un libro che se scevrato dalle

Le mille luci di New York- Jay McInerney

È tutto scritto in seconda persona, proprio come farò io adesso con le mie quattro cazzate. Già dopo poche pagine ti rassegni al fatto che l’autore ti porterà dove vuole. E i posti dove vuole portarti sono fuori e sono dentro. Fuori. Vieni catapultato nei club più esclusivi di New York. Metti il naso su centinaia di righe di cocaina, conosci modelle, trafficanti, dormi su divani di chissà chi, ti svegli chissà dove. Vai in ufficio, nella redazione del giornale

Bun B’s Rap Coloring and Activity Book – Shea Serrano

Se tuo/a figlio/a: è innamorato/a di Rovazzi; pensa che Fedez spacchi di brutto; crede che Baby K sia brava con il rap. Se tu, invece: quando vuoi ascoltare un pezzo soft metti Ante Up degli M.O.P.; in macchina hai il santino di Rakim; credi che Pac e Biggie siano ancora vivi da qualche parte, allora questo è il libro che fa per te (e per tuo/a figlio/a)! Quante volte per avvicinare le creature al tuo mondo hai provato a far

The street is watching – where street knowledge meets photography

Ho incrociato questo libro quando sono stato al MACRO a vedere la mostra CROSS THE STREETS. L’ho sfogliato, l’ho bramato, ho visto quanto costava. Addio, gli ho detto. Perché 85 euro è una cifra con cui riesco ad accattarmi 5 o 6 libri di quelli cicciotti, una diecina di quelli un po’ meno sulla cresta dell’onda. 85 bomboni per un libro solo non ce li spendo, a meno che dentro non ci sia scritto dove cazzo è stato nascosto il

Blues for Lady Day – Paolo Parisi

L’idea di fare un libro su un artista che ami provando a mappare la sua vita attraverso le canzoni che ti piacciono di più è ambiziosa, spocchiosa, altezzosa, arrogante, miope, ma soprattutto ignorante come la merda. Ed è per questo motivo che il libro è molto ben riuscito. Nel suo libro grafic-novello, Paolo Parisi ci narra di Eleanora Fagan, aka Billie Holiday, aka Lady Day, mostro sacro del blues, del jazz, del bebop don’t stop to the hip to the

Photogeisha, 2009/2017 – Umberto Stefanelli

Si può dire sommo fotografo? Checcazzomenefréga, io lo dico. Perché se sommo fotografo a viaggiatore il risultato che ottengo è Umberto Stefanelli, uno zingaro dalla foto rapida che proprio mentre scrivo sta espondendo le foto contenute in questo libro in un piccolo museo di un piccolo paese del nord della Francia che probabilmente non conoscerete: il Louvre di Parigi. Che poi dire Umberto Stefanelli è la stessa cosa che dire Photogheisha, ovvero il suo blog di fotografia errante abbinato a

Una Banda di Idioti – John Kennedy Toole

La storia è più o meno questa. Ci sta un tipo paffuto a cui la madre rompe ‘na cifra le palle perché secondo lei è un mezzo genio e allora lo scassa una cifra con quel modo di fare delle madri noto perlopiù come l’”essere chioccia”. Il tipo dice vabè, che palle però, proprio a me che sono un mezzo genio però, uffa però, ma poi si convince che in finale meglio una madre chioccia che una madre tossica, e

Il Bar delle Grandi Speranze – J.R. Moehringer

Insomma J.R. Moehringer è l’autore n.1 del New York Times. Tu ‘o sapevi? E ha pure vinto il Pulitzer. Tu ‘o sapevi? E poi ha scritto Open, la biografia di Andre Agassi, che è un bel libro. Tu ‘o sapevi? Insomma, limortaccisua, è uno bravo. Tu ‘o sapevi? Io no, ovviamente. Partiamo da qui, dalle foto a fianco. Il perno intorno a cui gira questo romanzo autobiografico è un bar di Manhasset (Long Island, New York), conosciuto come Dickens, poi

Hip Hop Family Tree, vol.1 – Ed Piskor

La regola è questa: se c’è qualcosa con Grandmaster Flash in copertina io la devo avere. Poi, in un secondo momento, con calma, controllo cos’ho comprato. Mmmm… non sembra un disco, mannaggia la mamma di Master P! Cos’è? Un fumetto? Di chi? Ed Piskor? E chicazz’è?…. Scusa Ed, ma prima non ti conoscevo. Ora invece farò finta di aver sempre saputo chi eri. E fioccheranno i Cioè, ma che veramente? ‘Nconosci EdPiskor? Wizzywig? Mandovivi, su un palo daa luce? Il