Lamento di Portnoy – Philip Roth

Filippo Rotto è un autore di cui non dovrei pronunciare nemmeno il nome. Perché prima di nominare il nome di Filippo Rotto invano dovrei alzarmi dal divano e andare a lavarmi i denti con lo spazzolino Garzanti e poi fare i gargarismi con il colluttorio Treccani e a voler essere pignoli poi dovrei anche passarmi l’AccademiadellaCrusca interdentale. Ma siccome sono un ignorante vero con il certificato di garanzia in ceralacca timbrato in originale dal cazzochemenefréga, non solo lo nomino e

Maria accanto – Matteo B. Bianchi

Questo libro, così come è successo con quello di Cuello, ha diviso il mio giudizio in quellodipancia e quelloditesta: faccenda traducibile in una cosa tipo pubblico (pancia) e critica (testa). Di seguito il dialogo più o meno fedele tra i miei due organi. PANCIA: Bello, dai. TESTA: Bello cosa? PANCIA: Stocazzo! Il libro, no? TESTA: Ah secondo te questo libro è bello? PANCIA: Sì, mi è sembrato un libro sincero, scritto egregiamente, in modo tangibile. Non da pesudo-intellettuale, come qualcuno si