L’Amico Ritrovato – Fred Uhlman

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Questo libro è universalmente considerato una perla.
Anzi una piccola perla, perché si tratta di un racconto breve.
Cercherò quindi di essere breve anch’io e proverò ad usare i guanti di velluto nel maneggiare questa “perlina”.

Il racconto, scritto nel ’71, è ambientato a Stoccarda, in Germania, negli anni in cui Hitler diventa cancelliere. Parla della delicata storia di due compagni di scuola sedicenni di buona famiglia (uno nobile, l’altro borghese – uno credente, l’altro meno – uno pro-Hitler, l’altro ebreo) che intrecciano un bella e profonda amicizia (che però poi finisce in un bello e profondo schifìo).

L’autore crea uno spaccato che si lascia leggere con piacere adagiando il lettore nelle teste speranzose di sedicenni affamati di cultura ed esperienze, mettendo invece solamente sullo sfondo quella tesi secondo cui Hitler fu sottovalutato dagli oppositori e considerato come una “malattia passeggera”.

E fino a qui, tutto bene.

La cosa che stona un po’ invece, è che il buon Fred, che avendo già un nome breve chiamerò semplicemente Fred, inserisce parecchi corsivi in lingua tedesca come se a uno normale potesse interessare di andarsi a cercare sul dizionario quelle parole piene di consonanti. A Fred, ma che te dice ‘a testa? Non è che se butti dentro espressioni in germanosvevolongobardo arricchisci il racconto di suoni armoniosi, eh… Rompi solo un po’ i coglioni, da buon tedesco.

Freddy (gnaafaccio, è più forte di me…) poi ci regala anche un’argomentazione niente male da usare al bar sotto casa per fare un figurone, soprattutto ora che divampa il “problema” medio oriente.

[…] Mio padre detestava il sionismo, che giudivaca pura follia. La pretesa di riprendersi la Palestina dopo duemila anni gli sembrava altrettanto insensata che se gli italiani avessero accampato diritti sulla Germania perché un tempo era stata occupata dai romani […]

– Staccapì, dotto’?
– Eccome, n’ho capito? Nnamose a riprende’ ‘a Germania!.. Che faccio ce lo metto er cacao nel cappuccino?
– E metticela va’, ‘na spolveratina…

 

Ciao.
Auf Wiedersehen.

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