Pappagalli verdi – Gino Strada

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Il libro in questione è piuttosto esile, stilisticamente scorrevole e diviso in piccoli paragrafi, separati temporalmente e geograficamente. Leggibilissimo, quindi.

Il problema di questo libro però sono i contenuti. Forti, allo stesso tempo delicati, devastanti. Non per stomaci deboli; non per chi, come me, spesso mette la testa sotto la sabbia per poter poi dire: ma io non sapevo!..

Riporto alcuni estratti, quelli che più mi hanno colpito e li lascio qui sotto, dividendoli per argomento.

Conflitti intestini

Al contrario di quanto siamo abituati a pensare – o spesso portati a pensare – non tutti i conflitti sono stati portati dagli americani o dai russi. Il caso del Ruanda è un esempio: guerra tra etnie.

Mine antiuomo

L’essere umano ha mai creato una cosa peggiore di questa? Senza retorica, davvero. Senza voler scrivere frasi ad effetto. Chiedo, mannaggiaquelpòrco, abbiamo mai creato una cosa peggio di questa? Valmara 69, made in Italy – orgoglio nostrano. PFM-1, fatte in Russia – create per sembrare giocattoli, chiamate pappagalli verdi: danno il nome a questo libro. A parte bestemmiare, secondo voi, che altro si può fare?




Cecchini

E dopo l’invenzione più infame, vi presento “il lavoro” più ignobile.

Vittime

Chi sono le vittime della guerra? Lo spiega bene Lella Costa in questo breve monologo qui sotto, dove parla anche di Gino Strada e di un bellissimo passaggio descritto nel libro, in cui il chirurgo spiega alla figlia il lavoro che fa papà, portandola con sé in sala operatoria.


Emergency

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Ciao.

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