A game for swallows: to die, to leave, to return – Zeina Abirached

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Davvero un ottimo lavoro questa graphic novel. La versione originale è in francese, io ho letto quella in inglese, ma ho visto che ce n’è una anche in italiano, edita da BeccoGiallo.

Un gioco per le rondini: morire, andare, tornare.

Tutto si svolge a Beirut, nell’ingresso della casa dell’autrice che all’epoca aveva circa 8 anni; ingresso che è ormai l’unica stanza della casa al sicuro dai fucili dei cecchini perché siamo nel bel mezzo della complicata guerra civile che ha devastato il Libano. E allora diventa un problema anche solo attraversare la strada – e uscire di casa può significare non rientrarci più. Questo piccolissimo problema di uscire per andare a comprare un litro di latte e tornare con un proiettile in testa costituisce l’ossatura del racconto: due ragazzini in preoccupata attesa che i genitori rincasino vengono rincuorati da vari personaggi ben caratterizzati che fanno compagnia a loro e a noi.

Le immagini sono semplici e richiamano all’immaginario dei bambini, riccioli, boccoli e ghirigòri ovunque, tratteggio, immagini bidimesionali e frontali. Carta lucida, sfondo nero, quasi tutto nero, che però si presta bene.

Nel complesso un bel libro a fumetti che, almeno per me, rende meglio l’idea della vita in Libano di quanto faccia il libro di Lamia Ziadé che invece evoca immagini in modo compulsivo. Guardate ad esempio qui sotto: questo è un matrimonio celebrato col rito maronita. E infatti anche a voi, guardando e leggendo qui sotto, dovrebbe venir voglia di dire e che Maronn!..

Sembra una faccenda così strana, lontana, ma è accaduta in Libano, in Somalia, accade in Siria, in Nigeria, in Ucraina e sempre accadrà da qualche parte. C’è solo da sperare che non accada da noi, giusto?

Evviva gli sposi.

Mavaffancùlo..

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