Mickey (Uomini e Topo) – Tito Faraci

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Breve nota sull’autore

Seguo Tito Faraci su Twitter pur non sapendo bene chi sia o che lavoro faccia. Cioè ho capito che lavora con i fumetti, credo sia in Feltrinelli Comics*, quindi bene. Lo seguo perché mi sembra una persona ok, mai esagerata, mi piace quello che scrive. Poi leggo che segnala questa sua cosa da scaricare aggràtis e allora eccomi, rapace come un bradipo anziano strafatto d’oppio.

Comincio a leggere il libro e penso Ammazza Tito come scrive bene, io a quel livello ancora non ci arrivo…, e mi sento un po’ una merda. Poi Tito riferendosi ad un libro di Russ Roberts dice Ammazza Russ come scrive bene, io a quel livello ancora non ci arrivo…, e io sento come di aver pestato una merda, cioè di aver calpestato il merdòso-mestésso di qualche minuto prima.

Altra breve nota sull’autore

Tito Faraci oltre ad avere un nome fichissimo (lo stesso di un macellaio che conosco che lavora sulla Salaria) fa anche un bel lavoro, cioè il fumettista, ma non quello che crea le vignette come ce lo immaginiamo noi tipo Zerocalcare che si mette lì e disegna cose. No, lui fa lo sceneggiatore. Cioè immagina le storie nella sua testa, le progetta, e poi dà indicazioni a quelli che le disegneranno. Tito spiega questa cosa sapendo che qualcuno tipo me capirà solo fino ad un certo punto, e allora fa un esempio pratico, che è quello che metto qui sotto (sperando che la casa editrice non mi faccia il culo a strisce con la storia del copyright), in cui fa vedere chiaramente che forma hanno le sue idee quando diventano una tavola.

Qualcosa anche sul libro del topo Michele

Non è che io voglia parlare solo dell’autore e non del libro, eh… Ma in questo caso è difficile separare libro e autore perché di fatto si parla del rapporto che Tito ha col Topo e che Topo ha col Tito. E quindi non si capisce bene (non lo capisco io, ovvio…) quando si parla dell’uno e quando si parla dell’altro. Detto questo però sono riuscito a venire a capo di alcuni concetti che l’autore vuole chiarire per bene.

Li elenco:

  • Nun cacate er cazzo a Topolino perché vaa dovete vede’ co’ mme…
  • Nun tirate in mezzo Topolino quando volete sentirvi acculturati perché non sapete di cosa state parlando…
  • La storia de Paperino che mangia er pollo nun fa più ride’ e comunque cor papero matto e sfigato fate come ve pare, ma lasciate sta’ er topo ‘che er topo è un figo e io ar Topo lo stimo troppo…
  • Gambadilegno è ‘nfame fracico ma Topolino glie vole bene come a un fratello che ha preso la strada sbagliata quindi giù le mani da Gamba. Anzi, #freegambadilegno!

Ma per farla più breve, se vogliamo ridurre tutto ad unico punto:

  • se le cose nun le sapete, sapétele!.. (e Tito infatti ce le spiega).

Con clusioni

In sostanza il libro è carino, veloce ed interessante. Ed è gratis, cosa che per me che sono povero ha sempre quel sapore di vittoria immeritata raggiunta all’ultimo minuto con un gol in mischia viziato da un evidente fallo di mano.

In ultimo poi, ringraziando l’autore per aver tolto la pietrona dal sepolcro dove giaceva la mia passione per Topolino, e ispirandomi a top players quali Floyd Gottfredson, Romano Scarpa, Giorgio Cavazzano, Massimo Marconi, Casty, Giorgio Pezzin, Francesco Artibani, Silvia Ziche, Silvano Mezzavilla, Bruno Enna e Fausto Vitaliano vi lascio la mia “necessaria” vignetta.

Ciao, amici.

* Non lo so se Tito lavora in Feltrinelli Comics, o ha inventato Feltrinelli Comics. Oppure se è il Magnifico Rettore, il semidìo di questa o quell’altra casa editrice. Magari sono di fronte al Maradona del fumetto, che ne so…

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