Triste, solitario y final – Osvaldo Soriano

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Le cose stanno più o meno così.

Chiunque secondo le ricerche di Soriano ha detto bugie sul conto di, o si è messo di traverso nella carriera di, o in qualche modo ha causato problemi al caro e vecchio Stan Laurel, viene catapultato in questa storia (che è una vera e propria resa dei conti) come succede a noi nei sogni, quando ci riappaiono le persone o le cose che non abbiamo affrontato come dovevamo. Una cosa tipo Total Recall.

Quindi Soriano decide di fare questa cosa pazza, e di farla con stile.

In pratica prende personaggi veri del mondo dello spettacolo, divi di Hollywood del calibro di John Wayne, Charlie Chaplin, Oliver Hardy, Jane Fonda e li mischia nello stesso mazzo di carte insieme ad un personaggio inventato, ma non inventato da lui: trattasi del detective Philip Marlowe, famosa creatura letteraria nata dalla penna di Raymond Chandler. Non pago di tutto questo, lo scrittore argentino si infila nella narrazione, si schiera a fianco del detective e va a dare la caccia ai cattivi, ricreando di fatto la coppia Stanlio e Ollio, ma in chiave noir-gròttesc-àssurd-poliziesca, quindi con molte più pistole, molto più alcol, e con botte che fanno molto più male e molto meno ridere.

– Mani in alto e contro il muro -. Guardò il negro che aveva gli occhi umidi per la rabbia.

– Gliel’ho detto, amico; lasci in pace l’argentino, è imbattuto.

– Figlio di puttana…! Lo seguirò fino all’inferno.

– Traduca Marlowe, non capisco niente. Il negro è arrabbiato?

– Un po’, ma riconosce che lei è più bravo.

Sullo sfondo delle avventure dei due nostri anti-eroi, la rivalità impari tra Stan Laurel e Charles Chaplin, un eroe triste il primo, un macchina il secondo; e poi la caduta in disgrazia del duo comico, l’odio verso alcune celebrità come John Wayne ma anche Dick Van Dyke*, accusati di mancanza di rispetto e menzogne verso Stan e Oliver.

Un libro che da molte parti e per molto tempo si è fatto fatica ad inquadrare ma che per fortuna è arrivato in tutti gli angoli del mondo perché qualcuno ad un certo punto ha preso lo spray e su quel muro che ne bloccava la diffusione ci ha scritto AÒ, E STICAZZI CHE GENERE È, ER LIBRO È BELLO, LEGGÉTEVELO (E POI SE VE AVANZA TEMPO ANNÀTEVENE PURE A FA’ UN GIRO AFFANCULO CHE NUN VE FA MAI MALE…).

Ciao.

* Cioè per me Dick Van Dyke è un idolo assoluto, il fatto che Soriano lo schieri tra i cattivi mi ci ha fatto rimanere male, cioè tipo non ci ho dormito, cioè tipo ci sono stato malissimo, cioè tipo ho scritto a Soriano e mi sono lamentato, cioè tipo non me n’è fregato uno stracazzo.

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