Le grandi dimissioni – Francesca Coin

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L’approccio a libri di questo tipo – e per libri di questo tipo intendo volumi zeppi di paragrafi con riferimenti ora allo studio del prof. Professorone dell’Università del Siamo Intelligentissimi, ora al libro a sua volta zeppo di riferimenti della sociologa Mamma Mia Cheppàlle, e talvolta anche alla conferenza indetta nell’aprile del 2021 dal ricercatore Ricerco Maspessonontrovo – è sempre fatto da parte mia in punta di piedi. Tipo che sto lì e mi aspetto da un momento all’altro la vocina della coscienza che mi dice Bravo coglione, hai buttato i soldi, questi non sono libri per te, te lo ricordi o no che sei stupido?..

E invece che devo dire che:

  1. Il libro è di facile comprensione, al netto di tutte le citazioni ed i riferimenti, che però invece di rompere il cazzo aiutano ad inquadrare meglio il problema, anche e soprattutto perché talvolta sono estratti di ricerche, studi e roba elevata varia, talaltra sono testimonianze di povericrìsti che raccontano la loro passione, morte e resurrezione.
  2. Il libro racconta la tematica delle dimissioni volontarie un po’ come la scena di Non ci resta che piangere [titolo perlatro molto ficcante] in cui Troisi allontanandosi dal posto di blocco lancia l’inevitabile ma vafancul’…
  3. L’autrice Francesca (nota per i suoi genitori: ma non potevate chiamarla “INSERT”? Che clamorosa occasione di memorabilità gettata alle ortiche!..) fa un ottimo lavoro dando voce a diverse categorie – il chirurgo, l’infermiere, lo scaffalista – e tentando di spiegare un fenomeno sotto gli occhi di tutti andando a cercare le radici all’origine della questione.

Un libro a cui dovrebbero approcciare tutti i lavoratori dipendenti, sia che comincino a sentire il fuoco del burnout, sia che siano ancora belli freschi.

Un libro a cui dovrebbero approcciare tutti gli imprenditori per capire cosa sta succedendo, invece di dare la colpa al reddito di cittadinanza o al fatto che i giovani non abbiano voglia di lavorare.

Un libro che, insieme ad altri*, ci aiuta a disegnare i tratti del datore di lavoro nel quadro della domanda/offerta e ce lo restituisce come Albertone ne I Vitelloni.

Da leggere.

Ciao.

* Operazione austerità. Come gli economisti hanno aperto la strada al fascismoClara Mattei
Not Working: why we need to stopJosh Cohen
Il lavoro non ti amaSarah Jaffe

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