Macerie Prime – Zerocalcare

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Vorrei tanto dirvi che ‘sto libro è ‘na merda e che tutti voi che siete andati in pellegrinaggio a prendervi un pezzo di un uomo sfinito costretto a disegnarvi un fumetto alle 3 di mattina con scritto Bella zzì sulla copia appena presa siete dei poveracci. Invece posso dirvi solo che il libro è fico nonostante la copertina della versione che ho io sul dorso e sul retro è color fesa di tacchino e che voi, altro che poveracci: 18 euro al pezzo, vi siete comprati tutte le variant… siete pieni de soldi, limortaccivòstri!

Poi mi piacerebbe dirvi che Zerocalcare ha rotto il cazzo con la storia degli accolli. Sta cosa che lui è buono e bravo e fa tutto per tutti (dalle locandine per la sagra della castagna porchettata ai banner per la sagra della porchetta castagnata) non sta più in piedi: il paraculo si disegna infilzato di chiodi ed oberato di lavoro solo per dire a chi lo legge, come me, di non accollarsi. E’ chiaramente una tecnica che vuole impietosire il fan: Porello, fa ‘na vitaccia… Come fai a chiedergli la locandina per il tuo negozio Compro Oro, ma che non lo vedi come sta? E’ accanimento terapeutico…. Polli! Sta solo mettendo avanti le mani disegnatrici.
Invece posso dirvi solo che il meccanismo degli accolli funziona perfettamente e che il senso di colpa di essere diventato uno di quei chiodi infilzati nel collo di Michelino si è insinuato in me come un virus e mi ha impedito di scaricargli addosso la mia frustrazione di blogger incompreso.

Insomma vorrei dirvi una marea di cattiverie su di lui (soprattutto da quando gli ho mandato dei messaggi per fargli leggere le cose bellissime che avevo scritto su Kobane Calling ma non mi si è filato si striscio) ma come cazzo faccio? So’ quasi innamorato…
Il fatto è che abbiamo lo stesso background sotto-culturale (o niente-culturale…) fatto di merendine del mulino bianco e cartoni animati giapponesi, per cui non riesco ad essere obiettivo con le sue cose nemmeno quando blocca la narrazione per fare il suo solito schema situazionistico, tipo i commentatori della partite di Sky che muovono le calamite sulle lavagne magnetiche (che poi ora sono diventati schermi laser, vabbè….). E poi fa troppo ride’, questa è la verità.

Quindi non c’è un cazzo da fa’, il libro è bello. E’ allo stesso livello degli altri ed in più mi incastra anche all’acquisto del prossimo capitolo che proverò a sfilare alla redazione di Bao Publishing spacciandomi per un blogger con un certo seguito.

E concludo la faccenda lasciandovi una breve poesia riassuntiva:

Vorrei tanto poter dire E sti cazzi non ce li metti?…
Ma muoio dalla voglia de sape’ ndo’ sta GuiliaCometti.

Top Layer.

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