Sparviero – Patrizio Oliva (con Fabio Rocco Oliva)

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Ho preso questo libro sperando che il buon Patrizio avrebbe raccontato di vittoria e sconfitta, di salita e discesa dal podio, di cosa vuol dire essere un campione, soffrire, sacrificare tutto, essere giovane e famoso, poi vecchio e dimenticato. E poi ancora cosa si prova a stare nell’angolo, da allenatore, o a pescare nel fondo del barile mischiandosi ai clown per andare in quel circo a cielo aperto che è L’Isola dei Famosi.

Quindi l’ho messo nella pila dei libri da leggere.
E lui dalla copertina mi guardava.
Non l’ho letto subito.
Avevo altre cose in fila.
Ma lui mi guardava.
Ed Piskor però stava in fila da giorni prima.
Augias voleva passa’ avanti ma l’hanno sgamato ed è tornato in coda.
Però Patrizio dalla libreria mi seguiva con lo sguardo.
E quando un pugile ti fissa è meglio che vedi cosa vuole.
E quindi eccoci.

Si comincia e sono subito mazzate. L’ambiente, l’educazione, il padre che racconta che suo padre (il nonno di Patrizio) gli è morto addosso, fino quasi a soffocarlo, ucciso dal genero. La famiglia numerosa, la Napoli povera, disoccupata, disperata, la voglia di rivalsa, il bambino più magro, la devozione verso il fratello Mario, pugile, la puzza della palestra Fulgor, la malattia del fratello Ciro, poi la morte, il sudore, le esche per i topi. Una serie di elementi che dici levatevi tutti guarda che cazzo di libro ho in mano, e io che nemmeno volevo leggerlo, mannaggia Tolkien!
E invece no.

Piano piano si scivola verso una storia che racconta ogni incontro, nei dettagli, dai dilettanti fino ai professionisti, dal titolo di campione italiano fino a quello di campione europeo e poi mondiale. Un volo che ricorda quello dello sparviero. Tutta la carriera di patrizio: da quando era bambino e si allenava sul balcone di casa fino alle sfide con i migliori. La ricerca forsennata della vetta, come fa lo sparviero. La boxe elegante, lo stile, la classe, sul ring l’arte e non la rissa. Come lo sparviero. Lanciarsi verso traguardi sempre nuovi, spiegare le ali. Come lo sparviero. Tutti i nomi ed i punti deboli degli avversari. Come lo sparviero. Innamorarsi, mettere su famiglia. Come lo sparviero. Mangiare le lasagne con le polpette. Come lo sparviero. Caffè e sfogliatella frolla, come lo sparviero.

Prima di metà libro purtroppo si capiscono già due cose:
1) se non ci sarà un brusco cambio di marcia, questo libro narrerà solo degli incontri del giovane pugile, nessun accenno alla sua vita dopo la boxe. E sarà infatti così. E sarà una grossa occasione persa;
2) se chi scrive non la smette di cercare queste cazzo di analogie con lo sparviero anche quando stridono come un cacciavite sulla lavagna, questo libro sarà un libro mediocre e fastidioso. Uno dei tanti libri che uno sa che esiste ma che non ha rilevanza tra i suoi simili.
Come lo sparviero, in effetti.

Un peccato.
Un peccato vero.

Gong!

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