The street is watching – where street knowledge meets photography

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Ho incrociato questo libro quando sono stato al MACRO a vedere la mostra CROSS THE STREETS.
L’ho sfogliato, l’ho bramato, ho visto quanto costava. Addio, gli ho detto.
Perché 85 euro è una cifra con cui riesco ad accattarmi 5 o 6 libri di quelli cicciotti, una diecina di quelli un po’ meno sulla cresta dell’onda. 85 bomboni per un libro solo non ce li spendo, a meno che dentro non ci sia scritto dove cazzo è stato nascosto il tesoro di Willy l’orbo.
Mi viene in mente Danny De Vito che dice: money talks, bullshit walks.
Ecco: io non ho soldi da far parlare.

Però poi mi capita una seconda occasione.
Sarebbe un bel regalo per i cinquantanni del mio brother from another mother che vive di fotografia, ed allora mi decido. Lo prendo, e prima di incartarglielo mi metto lì e me lo sfoglio di nascosto, come i sorci, stando attento a non rovinarlo.
Quello che vedete qui sotto è una piccola parte di quello che ho visto io.

Tutto ed il contrario di tutto. Mille ingredienti che principalmente escono dal sacco della vecchia scuola hip hop, New York, ma anche Los Angeles. Per poi fare il giro del mondo, Libia, Israele, Medio Oriente, Italia. Un’orgia di colori, un’ammucchiata selvaggia di foto e di soggetti che, come nelle orge che si rispettino, comprendono anche cose e persone che vorresti non ci fossero, ma che ti fai andare bene, cercando di starne un po’ alla larga, al limite.

Non aggiungo altro, perché le immagini sono immagini. E quello che ci dicono è quello che vogliono dirci, se siamo disposti ad accettarlo. In quest’ottica tutta l’introduzione del librone scritta in un linguaggio anglo-italo-guru-street-codificato è una patina superflua che rompe solo un po’ le palle.
Perché a fronte degli 85 euro, che poi è il prezzo del biglietto, ritorna il caro e vecchio Danny a ricordarci che i soldi parlano (money talks) e le cazzate se le porta via il vento (bullshit walks).

Un ottimo lavoro, per chi può permetterselo.

 

Rispècc!

 

 

Boss Criptum
Me stavo a dimentica’ una piccolissima cosetta, e cioè che ‘sto libro è un libro de foto. E non un libro de foto che ho fatto io o che hai fatto te, tipo della vacanza in Africa-Unite. Parlamo de un libro de foto de un sacco de gente che per quanto ne so io (cioè zzero) magari è famosa – magari no – magari è famosissima – magari no – magari è l’over the top della fotografia mondiale – magari no. E siccome io, essendo ignorante come ‘na zuppa de legumi fatta solo co’ i fagioli, ‘ste cose non le so, allora pe’ non fa’ torto a nessuno riporto i loro nomi pari pari qua sotto. Così voi che siete addentrati magari dite: “noooo, anvedi… ci stanno pure Ron Havin e Haruto Hoshi!… Nooooo, pure Amanda Lopez!… Nooo, ‘n ce credo, pure Brendon Stuart… No, vabbè”. Ecco.

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