Vuoi star zitta, per favore? – Raymond Carver

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Elenco numerato di considerazioni sconsiderate

  1. Leggo Carver perché pare sia uno di quegli autori che se non l’hai mai letto ma de che cazzo stamo a parla’?
  2. Leggo questo libro qui perché il titolo mi pare fico. Ma te voi sta’ zitta?
  3. Scopro però invece purtroppo mannaggia che si tratta di un libro di racconti e ci rimango male malissimo. I racconti mi fanno incazzare, come nel caso de La ragazza dai capelli strani di David Foster Wallace. L’unico caso di racconti non troppo brevi che non ti lascia di botto come un coglione per adesso è Karma Clown di Altaf Tyrewala.
  4. A discolpa di Carver, checché ne dicano le parole di Cognetti in prefazione (checché ne dicano perché Cogne’, senza rancore, ma chittevolelégge, macchittesencùla, macheddavéro…), va detto che non tutti i racconti ti abbandonano lì, alla fermata del bus. Molti hanno una parvenza di inizio e di fine, un briciolo di sviluppo, un nonnulla di approfondimento dei protagonisti, un’idea di intreccio. Altri vattenaffaculo proprio: Carver amico delle guardie! Ti seducono e ti abbandonano nel tempo di un caffè. Roba che ti viene voglia di continuarli tu: ‘a Raimondo, lo sai che c’è? A te nun t’annava de scrive ‘sta cosa, è ve’? E invece era fica, c’aveva ritmo… Mo taa continuo io…
  5. Magari fossi capace… Mica stavo qua a scrive ‘e cazzate…
  6. Ho finto
  7. Ciao
  8. Anzi, no, aspe’… ‘na foto, sennò il post acchiappa poco:
Foto di Gioele Dix presa da qui. Voi direte: checcazzocentra il buon Gioele Dix con le cazzate che dici tu su Carver? Riposta 1: niente; la foto, come detto, è riempitiva. Risposta 2: Gioele Dix ne sa molto più di me sul poro Carver, quindi cliccate sul link e leggetevi qualcosa di serio.

9. Ciao.

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