Il timido anticristo – Stefano Antonucci, Daniele Fabbri

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Allora intanto bisogna dare pane al pane, vino al vino, e acquasànta all’acquasànta. Per cui togliamoci subito il dente: i disegni so’ brutti. Sembrano i disegni delle barzellette sulla Settimana Enigmistica.

E allora tu mi dirai: e infatti siccome tutta ‘sta storia della religione è una barzelletta, gli autori hanno scelto quello stile lì, deficiente!…

E allora io ti dico: sì, è vero, poèsse. Brutti però mica significa che non siano efficaci! Guarda Gipi… Guarda quella che si chiama proprio Fumettibrutti

E allora tu: sì, mo te stai a rifa’ co’ l’aglietto… Prima rompi li cojoni, poi fai er bello. Arrivi, i fumetti so’ brutti… E allora falli te, no? Dai, prendi la matita, facce vede’ la profondità del tuo magico tratto…

E allora io: Madonna oh, come prendi subito d’aceto, macheccàzzo c’hai? E poi chi sei, con chi sto parlando, chi cazzo ti ha invitato? Come mi conosci, come sai il mio nome?

E allora tu: Senti, vaffanculo!..

E quindi io: Ma lèvate, va’… Ma vedi d’annattene, va’…

E infine tu: Naài prese oggi ‘e pasticche, ve’?

E chiosando, io: Quali pasticche?

Andando via, tu: Se, lalléro!..

Questo per dire che anche dando panealpàne e compagnia bella, questo fumetto si presenta subito come un fumetto divisivo.

Infatti sovente da una parte si schiera il gruppo che difende la libertà di parola, la libertà di satira, la libertà di perculare tutto e tutti, la libertà a prescindere, capitanato da William Wallace. Dall’altra il gruppo di chi ti dice Ma come ti permetti? Ma che ne sai tu? Ma studia, capra ignorante, ora vengo lì e ti do uno schiaffo…, capitanato da Will Smith. Il motivo per cui questo fumetto sia così divisivo rimane un mistero, ma d’altronde si sa, la fede è così: misteriosa.


Ok, ai disegni abbiamo accennato. Della divisività abbiamo detto. Ora veniamo ai contenuti.

Gli autori sono due, Fabbri e Antonucci (+ il disegnatore, Maurizio Boscariol = 3). Il racconto è autobiografico e vede il primo nei panni della spalla, dell’attore non protagonista – qualche scambio di battute al bar, un po’ di ignoranza centellinata… -, mentre il secondo apre proprio le porte di casa sua, come vedete dalla vignetta qui sotto.

E quindi eccoci in casa Antonucci. Zoom sul piccolo lui. Zoom nella sua piccola testa triangolare.

Educazione cattolica, domande senza risposta, Dio = Babbo Natale, solita tiritèra, nessun colpo di scena. Funziona invece il racconto in prima persona, casalingo, altrimenti l’effetto sarebbe stato uno stand-up comedy trito e ritrito.

Libro tutto sommato piacevole ma mai divertente, se capite che intendo. Mai una risata fatta bene, grassa: solo una serie di uhm, sì, dai, ci sta, hehe, severo ma giusto, robe così…

Una lettura che da una parte ti dà la sensazione di familiarità (siamo stati più o meno tutti educati alla religione) ma che però allo stesso tempo scorre come una cosa che hai già letto. Un po’ deludente. Non so esattamente perché, ma mi aspettavo di più.

Ciao.

Che la pace sia con te – e con il tuo spirito*.

* Spirito nel senso di disposizione all’arguzia sapida e divertente: era ‘na battuta. Faceva ride’?

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